Le uniformi da
Vittorio Amedeo II
a Carlo Emanuele III

[5ª parte]


Le uniformi di Carlo Emanuele III
[seguito]


La cavalleria

Il corredo dei reparti di cavalleria comprendeva le quattro categorie già indicate per la fanteria (vestiario propriamente detto, piccolo e grande armamento ed equipaggio), più una quinta specifica dell'arma e cioè la bardatura cavalli.

I capi del vestiario erano:

-un giustacorpo di panno della durata di 38 mesi;
-una veste della durata di 38 mesi;
-un paio di calzoni distribuiti ogni anno;
-un cappello di feltro, che durava un anno;
-un paio di calzette di lana, che duravano due anni;
-un mantello, della durata di otto anni in tempo di pace di di sei anni in tempo di guerra;
-un paio di guanti;
-un paio di stivali per i soli reggimenti di cavalleria;
-un paio di bottine, per i soli reggimenti di dragoni;
-un buffalo, per i reggimenti di cavalleria;
-un berretto di pelo per i granatieri dei reggimenti di dragoni.

Il piccolo armamento, oltre agli oggetti di equipaggiamento individuale di cuoio (cinturone, rangona, cartoccia, bandoliera, ecc.), comprendeva anche la sciabola (detta sabro con guarnitura di ottone).

Il grande armamento comprendeva le armi da fuoco individuali come il fucile con baionetta per i dragoni, il moschettone per la cavalleria, la carabina per i carabinieri della cavalleria, due pistole.


L'equipaggio comprendeva:
-una bisaccia;
-un paio di scarpe;
-due camicie;
-due cravatte.

La bardatura cavalli includeva oggetti la cui durata era stabilita in sei anni in tempo di guerra e otto in tempo di pace:
-una sella con due fonde;
-una briglia con morso;
-una brusca e un striglia;
-una cavezza ;
-una gualdrappa.


Dragoni di Sardegna
(1750-1754)
Dragoni della Regina
(1754)
Piemonte Reale cavalleria


Colori distintivi dei reggimenti

reggimento giusta
-corpo
colletto matelot-
te
(1)
parama-
ni
(2)
fodera bottoni veste calzoni
Piemonte Reale cavalleria
Savoia cavalleria
(3)
Dragoni di SAR
(4)
Dragoni di Piemonte (5)
Dragoni di SM
Dragoni della Regina (6)
Dragoni di Sardegna

(1) i reggimenti di dragoni adottano le matelotte nel 1754;
(2)i paramani chiusi sono sostituiti dal modello aperto nel 1759 per i reggimenti di cavalleria e nel 1754 per i reggimenti di dragoni;
(3)il giustacorpo di Savoia Cavalleria ha sulla spalla destra una lenza di gallone in pelo di capra bianco, con due nastri pendenti sulla manica;
(4)sulla spalla destra del giustacorpo c'è una spallina verde dalla quale pendono le lenze di gallone di pelo di capra bianco;
(5)il colore della veste cambia da rosso a bianco nel 1749; nel 1761 stessa variazione per quello dei calzoni;
(6)sulla spalla destra del giustacorpo c'è una spallina blu celeste senza lenza.


Dragoni e cavalleria (1754)

dragoni di SM
[C]
dragoni di SAR
[C]
dragoni di Piemonte
[C]
dragoni di Piemonte
(1761)
[C]

dragoni di Sardegna
[C]
dragoni della Regina
[C]

Piemonte Reale
cavalleria
[C]
Savoia cavalleria
[C]

I reggimenti di cavalleria e dei dragoni mantengono l'uso della sciarpa, capo di corredo soppresso ufficialmente da molto tempo. La sciarpa, di lana, era rossa per i dragoni e azzurra per la cavalleria e, secondo alcuni documenti, i Dragoni di Sardegna


Il buffalo era un capo di abbigliamento tipico della cavalleria, in uso fin dai primi anni del 1700. I cavalieri piemontesi lo indossavano direttamente sulla veste, a differenza da quelli francesi che normalmente lo portavano sotto il giustacorpo. Era tagliato nella pelle di bufalo, lasciata di colore naturale, aveva l'aspetto del giustacorpo, un piccolo colletto, gli stessi paramani rossi e la stessa fodera.

Il cappello era simile a quello della fanteria, ma era privo di cordone e fiocco, tranne che per i Dragoni di SAR, che li avevano di argento falso.

Nel 1750 venne concesso l'uso del berretto di pelo ai granatieri di tutti i reggimenti di dragoni, tranne i dragoni di Sardegna. Era assai simile a quello dei granatieri di fanteria, ma aveva una piastra anteriore in lamierino di ottone sagomato e fregiato con le armi della provincia da cui il reparto prendeva il nome. Mandorle e code erano del colore distintivo del reggimento; le code erano gallonate, decorate con pelo di capra bianca o bava gialla, i fiocchi erano colorati variamente.


berretti per granatieri dei reggimenti di dragoni
di SARdi Piemontedi SMdella Regina

I reparti a cavallo erano i soli ad avere in dotazione un soprabito, privo di maniche, rotondo, munito di un piccolo bavero rialzabile e di una mantellina cucita sotto il bavero. Il mantello dei dragoni era di colore rosso, mentre la cavalleria lo aveva bianco, la fodera era del colore distintivo dei vari reggimenti. I guanti erano in pelle di bufalo di colore naturale e dovevano essere sempre calzati in servizio.

I carabinieri dei reggimenti di cavalleria e i granatieri dei reggimenti dragoni avevano la stessa uniforme della truppa, ma avevano i paramani bordati da un gallone in falso argento od oro, cucito lungo il bordo superiore.

I brigadieri avevano i paramani bordati da un doppio gallone in oro o argento finto, quello più stretto cucito lungo l'orlo superiore e l'altro, più largo, cucito sopra i bottoni. Il maniscalco maggiore, presente solo nei reggimenti di cavalleria, era distinto da galloni intorno al colletto, alla patta delle tasche e sull'orlo superiore del paramano; in corrispondenza dei bottoni esterni del paramano, c'erano due alamari in gallone largo.

carabiniere granatiere brigadiere maniscalco maggiore

Gualdrappa e coprifondine erano rosse, con l'orlo esterno bordato da un gallone in lana bianca segnato da una riga di lana blu; all'interno di questo primo gallone ce n'era un secondo con gli stessi colori ma largo circa la metà. Sui coprifondine e negli angoli posteriori della gualdrappa erano ricamate, con filo blu e bianco, le iniziali del reparto sormontate da una corona reale: P.R., S.C., S.M., S.A.R., D.P., D.R., D.S.

Timballieri e trombettieri dei reggimenti di cavalleria indossavano un giustacorpo di panno di qualità rosso, bordato di gallone d'argento, da bisce e da alamari di velluto blu a punta, ambedue bordati di galloncino d'argento. Veste e calzoni erano di colore blu.

Il timballiere e i suonatori di oboe dei Dragoni di SM e i i suonatori di oboe dei Dragoni di SAR avevano in dotazione il vestiario da parata e il surtout. Prima dell'introduzione delle matelotte, il giustacorpo scarlatto era ornato lungo il colletto e su tutte le aperture di gallone argenteo, con le asole rifinite di cordoncino. Gli alamari erano a fiamma e di velluto blu bordati d'argento. Veste e calzoni erano di colore blu. A partire dal 1754 timballiere e suonatori di oboe adottarono per il surtout e il vestiario da parata il modello di nuovo giustacorpo della truppa, con colletto e matelotte. Il giustacorpo da parata rimase di colore scarlatto, con colletto, matelotte e paramani blu; fu ornato da ben 42 alamari di gallone d'argento, guarniti da fiocchi misti di filato argento e seta. Il surtout aveva lo stesso colore di quello da parata, ma era privo di ornamenti. Veste e calzoni mantennero il colore blu.

giustacorpo e veste per
timballieri e suonatori di oboe
(1750-1754)
giustacorpo e veste per
timballieri e suonatori di oboe
(dal 1754)

Un figurino conservato al Museo Nazionale di Castel San Angelo a Roma illustra la divisa "fuori ordinanza" di un suonatore di oboe dei Dragoni di SAR nel 1750. L'uniforme è completamente differente da quella prescritta ma, considerando che il proprietario di questo reggimento era il sovrano stesso, si può supporre che certe "eccezioni" fossero tollerate dalle autorità.

I tamburi maggiori e i tamburi di compagnia hanno un'uniforme assai simile a quella dei loro colleghi di fanteria, però arricchita da 32 alamari di panno blu bordati di catenella argentea. Veste e calzoni sono simili a quelli dei brigadieri. Nel 1751 compare in ogni reggimento il Tamburo maggiore, la cui uniforme si distingue da quella dei tamburi per i galloni da brigadiere sul paramano: la bandoliera è uguale a quella dei tamburi maggiori di fanteria.

Nel 1752, quale distinzione speciale per il tamburo maggiore dei Dragoni di SM, sono concesse una piastra in metallo argentato da mettere sulla bandoliera, un canna con pomo argentato e bacchette con la parte superiore rivestita di metallo argentato. Queste distinzioni sono successivamente estese a tutti i reggimenti di cavalleria, esclusi i Dragoni di Sardegna.

giustacorpo per
tamburo maggiore dei Dragoni
giustacorpo per
tamburo dei Dragoni

Le casse dei tamburi dei reggimenti di dragoni sono colorate e ornate diversamente per ogni reparto e hanno dimensioni più piccole rispetto a quelle della fanteria.

Dragoni di SM Dragoni di SAR Dragoni di Piemonte

Dragoni di Sardegna Dragoni della Regina

I timballi dei due reggimenti di cavalleria e dei Dragoni di SM erano di un modello standard in quell'epoca. Le coperte dei timballi erano ricamate splendidamente e decorate con frange in oro o in argento. I Dragoni di SM avevano timballi e coperte che riproducevano quelle prese al reggimento francese Carabinieri di Sillesle durante la battaglia di Torino del 1706.

Timballi del reggimento Dragoni di SM
[Armeria Reale, Torino]


(pagina seguente) Uniformi (6ª parte)

(pagina precedente) Uniformi (4ª parte)


Inizio
Cenni storici e bandiere da Carlo Emanuele I (1580-1630) a Vittorio Amedeo II (1675-1730)
Cenni storici sull'esercito sabaudo nel XVIII secolo
Le bandiere di Carlo Emanuele III (1730-1773)
Le bandiere di Vittorio Amedeo III (1773-1796)
Le uniformi di Vittorio Amedeo III
Cenni sull'Armata Sarda e bandiere da Carlo Emanuele IV (1796-1802) a Carlo Alberto (1831-1849)
Le uniformi da Carlo Emanuele IV a Carlo Alberto
Elenco dei reggimenti nazionali fino al 1849
Breve storia delle truppe svizzere al servizio sabaudo
Elenco dei reggimenti alemanni, francesi, misti e religionari al servizio sabaudo


Ultimo aggiornamento 17 Gennaio 2017
Creato e mantenuto da Federico Bona
Copyright © 2001-2017 Federico Bona