Cenni storici e bandiere
da Carlo Emanuele I
a Vittorio Amedeo II


Carlo Emanuele I

(1580-1630)


Nel 1625, anno del primo assedio alla rocca di Verrua, erano in armi i seguenti
reggimenti di fanteria
(non vengono citati i reparti minori)

(piem.) di SAS il Duca (1618)
(sciolto nel 1630)
(piem.) di SAS il Principe di Piemonte (1618)
(piem.) di SAS il Principe Tommaso (1618)
(sav.) di SAS du Cheynez (1619)
(sav.) di SAS Châteaumorand
(d'Urfé)
(1622)
(sciolto nel 1629)
(sav.) du Flechiet (du Flechet)
(1623)
(sciolto nel 1624)
(piem. e sav.) Cavoretto (1625)
(sciolto nel 1626)

francese du Chiverny (1616)
(sciolto nel 1627)
francese Marcelin du Gant (1616)
(sciolto nel 1627)
francese Cavales d'Abries (1616)
(sciolto nel 1627)
francese d'Articolier (1616)
(sciolto nel 1627)
francese Chievron (1618)
(sciolto nel 1626)
francese Saint Cassin (1619)
(sciolto nel 1627)
francese Mésères (1619)
(sciolto nel 1627)
francese Fleury (1624)
francese Saint Réran (1625)
(sciolto nel 1626)
francese Cavoretto (1625)
(sciolto nel 1626)
francese Valençay (1625)
(sciolto nel 1627)
francese Lod (1625)
(sciolto nel 1627)
francese de Savines (1625)
(sciolto nel 1627)
francese de Flectat (1625)
(sciolto nel 1627)
francese Rochefort (1625)
(sciolto nel 1627)


Alla morte del duca (1630) erano in armi i seguenti reggimenti di fanteria
(non vengono citati i reparti minori)

(piem.) di SAS il Principe di Piemonte (1618)
(sciolto nel 1638)
(piem.) di SAS il Principe Tommaso (1618)
(sciolto nel 1648)
(sav.) di SAS du Cheynez (1619)
(piem.) Ressano di SAR (1628)
(sciolto nel 1639)
(piem.) Vivalda (1630)
(sciolto nel 1640)


alemanno Schemburg (1630)
(sciolto nel 1631)
alemanno Schultze (1630)
(sciolto nel 1631)
alemanno Galasso (1630)
(sciolto nel 1632)
misto Frugone (1630)
(sciolto nel 1638)
misto Rangone (1629)
(sciolto nel 1638)
svizzero vallesano Magueran (1627)
(sciolto nel 1638)
svizzero Am Rhyn [II] (1630)
(sciolto nel 1637)
francese Fleury (1624)
francese Loreno del Principe Tommaso (1626)
(sciolto nel 1640)


Armi di alcuni comandanti dei reggimenti indicati sopra

(Nonostante le mie ricerche nei vari armoriali europei, non sono riuscito a identificare con certezza nè gli stemmi nè tanto meno le famiglie di numerosi comandanti: è molto probabile che alcuni nomi siano stati trascritti in modo impreciso, cosa che complica o rende impossibile l'identificazione. Comunque le mie indagini proseguono, in relazione ai lavori di araldica che sto portando avanti per arricchire il mio sito di stemmi subalpini e transalpini).

Potete trovare altri stemmi sia nella pagina dedicata agli stemmi dei comandanti dei reparti svizzeri, sia in quella in cui sono elencati i reggimenti alemanni, francesi, misti e religionari al servizio sabaudo



[Châteaumorand]
Paillard d'Urfé
marchese di Châteaumorand
Cavoretto[Saint Cassin]
Clermont
de Mont Saint Jean
conte di Saint Cassin

[Fleury]
Wilcardel de Fleury
marchesi di Trivero
[Sain Réran]
Damas
de Saint Réran
marchesi di Banchette
[Chiverny e/o Valençay]
forse
Hurault
de Chiverny et Valençay

[Savines]
de La Font
conte di Savines
Ressano Vivalda

Rangone
marchesi di Castagnole e Montaldo
[Mésères]
forse
Bionay
signori di Mezières
Galasso di Campo
(Campo Gallas)
[sono attestate altre numerose varianti dell'arma]


Le bandiere di questo periodo sono quasi sconosciute.
De Sonnaz (nella 2ª edizione della sua opera citata in bibliografia) ne illustra alcune, riportate qui di seguito.
Nel volume Bandiere in Piemonte, edito dal Centro Studi dell'Accademia di San Marciano, Paolo Fiora propone una diversa versione di colorazione, ipotizzando anche che non solo i colori, ma anche le forme delle insegne differenziassero i reggimenti.


bandiera delle
truppe ducali sabaude
[De Sonnaz]
bandiera delle
truppe ducali sabaude
[Fiora]

bandiera da spalto
[De Sonnaz]

bandiera da spalto
[De Sonnaz]
bandiera da spalto
[Fiora]


Vittorio Amedeo I

(1630-1637)


Alla morte del duca (1637) erano in armi i seguenti reggimenti di fanteria

don Carlo Umberto
già di SAS il Principe di Piemonte (1618),
di SAS (1630)
(sciolto nel 1638)
di SAS Carlo Emanuele
già di SAS il Principe Tommaso
(sciolto nel 1648)
(di Boydanid) [*]
de Montaigu de Boisdavid
già di SAS du Cheynez (1619)
Scaglia di SAR
già Ressano di SAR
(sciolto nel 1639)
Mazzetto
già Vivalda (1630)
(sciolto nel 1640)
(piem.) Ratto (1632)
(sciolto nel 1639)
(sav.) Val d'Isère [I] (1633)
(sciolto nel 1646)
(piem.) Catalano Alfieri (1636)
(sav.) di Monthoux [II] (1636)
(sciolto nel 1645)
(piem.) Roero (1637)
(sciolto nel 1638)
(sav.) Reynero (1637)
(sciolto nel 1667 ?)

[*] Per quante ricerche io abbia fatte, non ho trovato traccia di questa famiglia nobile (in alcuni testi il colonnello viene definito principe). Azzardo qui un'ipotesi, fondata sull'infeudazione (citata da Manno nel Patriziato Subalpino) da Madama Reale nel 1641 di parte del feudo di Pino a un colonnello di fanteria de Boisdary: anche questa famiglia però sembra sconosciuta agli armoriali francesi, tranne in un caso, in cui viene definita "discendente dai Montaigu". A mio parere si può quindi ragionevolmente supporre che il comandante del reggimento francese già di SAS du Cheynez appartenga alla famiglia de Montaigu de Boisdavid (vedi anche il Blasonario Subalpino alla voce de Boisdary).

misto Frugone (1630)
(sciolto nel 1638)
misto Rangone (1629)
(sciolto nel 1638)
misto Carafa (1636)
(sciolto nel 1638)
svizzero vallesano Mageran (1627)
(sciolto nel 1638)
svizzero Amrhyn [II] (1630)
(sciolto nel 1637)
francese Fleury (1624)
francese Loreno del Principe di Piemonte
(già Loreno del Principe Tommaso)
(sciolto nel 1640)
francese La Tour (1636)
(sciolto nel 1642)
francese La Ferté (1636)
(sciolto nel 1639)
francese Sacconay (1636)
(sciolto nel 1637)
francese Senantes (1636)
francese Allod (1637)
(sciolto nel 1638)


Carlo Emanuele II

(1637-1675)


Alla morte del duca (1675) erano in armi i seguenti reggimenti di fanteria nazionale
(si riporta anche l'anzianità od "ordinanza", fissata nel 1664 per i soli reggimenti d'ordinanza nazionali, indipendentemente dalla loro data di nascita)

Monferrato di SAR (1664)
4° d'ordinanza
già du Cheynez (1619), di Boydanid (1630),
di Pianezza (1645),
di Livorno e de Coudray (1649)
Piemonte di SAR (1664)
5° d'ordinanza
già Catalano Alfieri (1636),
Piemontese di SAR (1641),
Magliano di SAR (1664)
Nizza di SAR [I] (1664)
6° d'ordinanza
già don Filippo di Savoia (1643),
San Damiano (1664)
Aosta di SAR (1664)
3° d'ordinanza
già [franc.] Senantes (1636), [sav.] Senantes (1649),
Challant (1651)
Guardie (1659)
1° d'ordinanza
già delle Guardie
Savoia di SAR (1664)
2° d'ordinanza
già [franc.] Fleury (1624), [franc.] Marolles (1631),
Francese di SAR (1640), [franc.] de Challes (1659)
Crocebianca (1667)
9° d'ordinanza come Crocebianca di SAR (1680)
Lullino [II] (1672)
8° d'ordinanza come Saluzzo di SAR (1680)

Le due ordinanze mancanti erano state assegnate a reggimenti sciolti prima del 1675

(piem.) Ayazza (1660)
dal 1667 7° d'ordinanza
(sciolto nel 1670)
(piem.) Mezerac (1660)
dal 1667 8° d'ordinanza
(sciolto nel 1670)


Fonte:
Nota contabile per il pagamento di una Colonnella e due Ordinanze assegnate al reggimento delle Guardie (1673)
Archivio di Stato, Torino

reggimento Guardie ~1673
bandiera colonnella
reggimento Guardie ~1673
bandiera d'ordinanza
[Rielaborazione della ricostruzione ipotizzata da S. Ales, Insegne militari preunitarie italiane]


Vittorio Amedeo II

(1675-1730)
re di Sicilia (1713-1720)
re di Sardegna (1720-1730)


E' utile fare qui un breve riassunto dell'evoluzione delle Truppe Provinciali.

Nel 1669 Carlo Emanuele II costituisce il Battaglione di Piemonte di truppe paesane, su 12 reggimenti di otto compagnie (per un totale di 6.180 uomini). Il resto della milizia scelta continua a essere organizzato in colonnellati.

Nel 1703 le truppe paesane diventano provinciali e i 12 reggimenti sono ridotti a battaglioni (però in numerose fonti, compreso l'editto del duca del 3 Ottobre 1703, i reparti continuano a essere chiamati reggimenti), con i nomi di provincie dello stato: nascono dunque i seguenti battaglioni (o reggimenti).

Torino
(per ½) col. Carlo Battista Simiana di Pianezza,
(per ½) col. Carlo Giovan Battista Tana di Entraque
Alba
col. Ottavio Francesco Solaro di Govone
Asti
col. Francesco Maria Pallavicino delle Frabose
Biella
col. Tommaso Felice Ferrero della Marmora
Cuneo
col. Carlo Girolamo del Carretto di Bagnasco
Fossano
col. Francesco Provana di Frossasco
Ivrea
col. Guido Francesco Biandrate Aldobrandino
di San Giorgio
Pinerolo
col. Giovan Battista Benedetto Saluzzo
della Manta
Saluzzo
col. Carlo Massimiliano Roero di Revello
Susa
col. Ercole Giusppe Turinetti di Priero
Vercelli
col. Claudio Hallot des Hayes
Nizza
non citato in Ferrero, bibl. n. 32
Tarantasia
non citato in Ferrero, bibl. n. 32


Nel 1704 i battaglioni, escluso il Tarantasia che resta autonomo (e che verrà sciolto nel 1705), sono raggruppati in 8 reggimenti, che assumono i nomi dei colonnelli comandanti. Solo due dei colonnelli dei nuovi reparti erano stati colonnelli in seconda dei reparti precedenti (Francesco Wilcardel di Trivero ed Ercole Roero di Cortanze), gli altri comandanti erano ufficiali o ex ufficiali nelle truppe d'ordinanza o avevano buona esperienza militare.

reggimento Maffei
(ex Cuneo)
(sciolto nel 1713)
reggimento Trinità
(ex Alba e Fossano)
diventa Senantes nel 1712
(sciolto nel 1713)
reggimento Sannazar
(ex Pinerolo e Saluzzo)
diventa Pastoris nel 1711
(sciolto nel 1713)
reggimento San Damiano
(ex Ivrea)
(sciolto nel 1705)
reggimento d'Este
(ex Biella e Vercelli)
(sciolto nel 1705)
reggimento Trivier
(ex Torino)
(sciolto nel 1705)
reggimento Cortanze
(ex Asti)
diventa Chamousset nel 1708
(sciolto nel 1713)
reggimento Duvillar
(ex Nizza)
(sciolto nel 1705)

Armi dei comandanti dei reggimenti provinciali


Annibale Maffei
conte di Boglio

[Trinità]
Girolamo Maria Costa
conte della Trinità

[Senantes]
Ignazio Isnardi
marchese di Caraglio

[Sannazzar]
Filippo Sannazzaro
conte di Giarole


[San Damiano]
Carlo Luigi
San Martino
marchese di San Damiano

Gabriele d'Este
marchese di Dronero

[Trivier]
Francesco Wilcardel
marchese di Trivero

[Cortanze]
Ettore Roero
conte di Cortanze


Pastoris

[Chamousset]
Bertrand

[Duvillar]

[Santa Giulia]
Del Carretto

armi dei comandanti su congedi dei reggimenti Trinità e Senantes
Archivio Storico della Città di Torino

Mi sia permessa una piccola notazione araldica: nelle immagini monocromatiche il tratteggio verticale indica il rosso e il campo bianco l'argento. L'arma Costa è dunque rappresentata in modo inesatto: l'oro e l'azzurro devono essere rappresentati rispettivamente con un campo puntinato e con il tratteggio orizzontale.

Nel 1706 si forma il nuovo reggimento Santa Giulia, sciolto nel 1710.

In seguito al trasferimento in Sicilia di numerosi battaglioni di fanteria d'ordinanza al seguito del re (1713, vedi sotto), l'esercito sabaudo di terraferma rimane quasi privo di reparti di fanteria. Essendo particamente impossibile arruolare nuovi reggimenti di ordinanza, nel 1714 vengono sciolti i reggimenti miliziani e si costituiscono 10 nuovi reggimenti provinciali (su un solo battaglione).


reggimento Pinerolo reggimento Vercelli
reggimento Torino reggimento Asti
reggimento Nizza reggimento Tarantasia
reggimento Chiablese reggimento Aosta
reggimento Mondovì reggimento Casale



Nei primi anni della Guerra di Successione spagnola, erano in armi i seguenti reggimenti

Fanteria

Guardie (1659) Savoia (1664)
Monferrato (1664) Piemonte (1664)
Aosta (1664) Crocebianca (1667)
Saluzzo (1680) Chiablese [II] (1687)
Fucilieri (1690) Nizza [II] (1701)

Maffei Trinità
Sannazar San Damiano
d'Este (Dronero) Trivier
CortanzeDuvillar

battaglione Tarantasia

svizzero vallesano Reding [I] (1699)
nel 1704 riceve il 2° e 3° battaglione
(cantone Schwyz)
svizzero bernese La Reine (1704)
svizzero friburghese Alt (1704)
(sciolto nel 1705,
confluisce nel regg. La Reine a inizio 1706)
svizzero bernese Lombach (1704)
(sciolto nel 1705)
svizzero (canton Uri) Schmid (1704)
(sciolto nel 1705)
svizzero (cantoni di Basilea e Berna)
Frid (1704)
(confluito nel Schulemburg nel 1705)
misto Desportes (1703)
alemanno Schulemburg (1698) alemanno D'Aygoin (1704)
(sciolto nel 1705)
religionario Dumeyrol (1704)
(sciolto nel 1706)
religionario Cavalier (1704)
(sciolto nel 1706)
religionario d'Albenar (1704)
(sciolto nel 1705)
battaglione Valdese (1704)
(sciolto nel 1713)


Considerata l'importanza di questo periodo nella storia sabauda, ritengo utile metterne in evidenza alcuni momenti in relazione ai vari reparti dell'armata ducale.

Nel 1702 Vittorio Amedeo II è alleato dei francesi; al loro fianco il duca schiera poco più di 4.000 uomini dei seguenti reparti: 2° btg. Guardie, 1° btg. Piemonte, 1° btg. Chiablese (questi reparti formavano la 1ª brigata), 1° btg. Croce Bianca, 1° btg. Aosta, 1° btg. Fucilieri (2ª brigata), i reggimenti Savoia Cavalleria e Dragoni di Piemonte e uno squadrone dei Dragoni del Genevese.

Nell'episodio di San Benedetto Po (29 Settembre 1703) questi reparti furono disarmati e arrestati su ordine di Luigi XIV. Tranne gran parte degli irlandesi del reggimento Chiablese, che si arruolarono nell'esercito francese, gli altri militari a poco a poco fuggirono per rientrare in patria o, in prigionia, si mantennero fedeli al duca.

Rimanevano in Piemonte due battaglioni del reggimento Guardie, il reggimento Savoia su due battaglioni, i reggimenti Monferrato, Saluzzo e Nizza (tutti su un solo battaglione), il reggimento alemanno Schulemburg (due battaglioni) e quello svizzero Reding (tre battaglioni); per la cavalleria il Piemonte Reale, i Dragoni di SAR e due squadroni dei Dragoni del Genevese.

A inizio novembre 1703 il duca Vittorio Amedeo si alleò con l'Impero e già nei primi mesi del 1704 fu in grado di mettere in campo un'armata ricostituita e rafforzata (per esempio furono costituiti i secondi battaglioni dei reggimenti Monferrato e Saluzzo).

Accanto agli imperiali furono schierati:

- pronti a entrare in campagna, i battaglioni 3° Guardie, 1° e 2° Monferrato, 1° Piemonte (poi inviato di guarnigione a Ivrea), 1° Fucilieri (poi inviato a Ivrea), 1° e 2° Saluzzo, 1° Aosta, 1° Desportes e 1° Reding;

- di guarnigione a Nizza, il reggimento miliziano Sannazar e il 1° btg. Croce Bianca;

- di guarnigione a Ivrea, il 1° btg. Piemonte (ricostituito), il 1° btg. Fucilieri (ricostituito), il 1° e 2° btg. Schulemburg (erano incluse le reclute del reggimento D'Aygoin, non ancora completato), il 1° btg. Nizza, i due reggimenti miliziani Trinità e Maffei;

- a difesa della piazza di Vercelli, il 1° e 2° btg. Guardie, il 1° e 2° btg. Savoia, i reggimenti miliziani San Damiano, Trivier ed Este, più due reggimenti ancora in costituzione, il religionario Dumeyrol e l'alemanno Fridt. Si trovavano a Vercelli anche circa tremila reclute svizzere dei tre nuovi reggimenti (almeno 4 compagnie del reggimento Alt, 3 del reggimento Lombach e 1 del reggimento Schmid);

- altrove erano dislocati il 2° e 3° btg. Reding (nel forte di Bard) e i due reggimenti miliziani Cortanze e Tarantasia.

Nel mese di luglio 1704 caddero il forte di Bard (ceduto senza combattere dal colonnello Johann Franz Reding) e la piazza di Vercelli: quest'ultima si arrese prima dell'apertura delle brecce. Dei circa 6.000 soldati della guarnigione ne rimanevano circa 2.700.

Dopo la caduta di Ivrea (settembre 1704), quella del castello di Nizza (gennaio 1705), l'onorevole resa di Verrua, nella quale fu distrutto il reggimento Aosta (aprile 1705), e la resistenza di Chivasso (luglio 1705), i francesi sospesero le operazioni per il periodo invernale.

L'inverno 1705-1706 vide ancora una volta la ricostituzione e l'incremento dell'armata ducale. Nella primavera del 1706, a parte le truppe di cavalleria (Guardie del Corpo, Dragoni di SAR, Dragoni di Piemonte e Dragoni del Genevese), al seguito del duca, e reggimenti Croce Bianca e Santa Giulia (miliziano), di stanza a Cherasco, a Torino furono concentrati i seguenti reparti:

- reggimenti d'ordinanza nazionale Guardie (2 btg.), Savoia (1 btg.), Monferrato (2 btg.), Piemonte (1 btg.);
battaglione cannonieri
- reggimenti provinciali
(su un solo battaglione)
Maffei, Sannazar, Trinità e Cortanze;
- fanteria straniera svizzero Kydt (2 btg.) (*), alemanno Schulemburg (2 btg.) (**), misto Desportes (1 btg.), religionari Dumeyrol e Cavalier, tutti su un battaglione
————
(*) ingloba i resti dei reggimenti Alt e La Reine
(**) incorpora i resti dei reggimenti Fridt e D'Aygoin

Cavalleria

Dragoni di SAR (1685)
già Dragons Rouges o Dragoni di Verrua (1683) [1]
Dragoni del Genevese (1690)
già Dragons Verts (1689)
Dragoni di Piemonte (1691)
già Dragons Jaunes o Dragoni di Macello (1689) [2]
Piemonte Reale cavalleria (1692)
già Gendarmi di Cavaglià (1692)
Savoia cavalleria (1692)
già Gendarmi di None (1692) [3]

[1] costituito da Giuseppe Gerolamo Scaglia, conte di Verrua (negli studi più recenti, questa denominazione tende a sostituire quella tradizionale di Dragons Bleus)
[2] costituito da Bonifacio Solaro, conte di Macello
[3] costituito da Gian Michele Piossasco Derossi, conte di None

Come già visto in precedenza, a San Benedetto Po furono fatti prigionieri e sciolti i reggimenti Savoia cavalleria e Dragoni di Piemonte, nonchè due compagnie dei Dragoni del Genevese.



Nel 1713 in occasione del viaggio di Vittorio Amedeo II in Sicilia, il re fu seguito da elementi della Casa Militare (in particolare da alcune Guardie del Corpo delle due compagnie savoiarda e piemontese), dal reggimento Dragoni di Piemonte (per l'occasione incrementato a 5 squadroni), da sei battaglioni di fanteria nazionale (I Guardie, II Savoia, I Monferrato, II Piemonte, I Saluzzo, II Fucilieri) e dal reggimento svizzero vallesano Hackbrett (già Kydt)

Nel 1714 furono costituiti
- la compagnia siciliana di Guardie del Corpo (comandata da Giuseppe Alliata, principe di Villafranca;)
- il reggimento di fanteria Valguarnera, ridenominato Sicilia nel 1723 [o 1722, secondo altre fonti] (comandato da Francesco Saverio, principe di Valguarnera);
- il reggimento di fanteria Gioeni, (comandato da Ottavio Gioeni, dei duchi d'Angiò). Questo reparto non lasciò mai la Sicilia e fu sciolto nel 1720.

Nel 1720 erano ancora presenti sull'isola i Dragoni di Piemonte e i battaglioni di fanteria III Savoia, I e II Saluzzo, I e II Fucilieri, I e II La Marina e I e II Hackbrett.


Alla morte del re (1730) erano in armi i seguenti reggimenti

Fanteria

Guardie (1659) Savoia (1664)
già Fleury [franc] (1624), Marolles [franc] (1631),
Francese di SAR (1640), de Challes [franc] (1659)
Monferrato (1664)
già du Cheynez (1619), di Boydanid (1630),
di Pianezza(1645), di Livorno (1649)
Piemonte (1664)
già Catalano Alfieri(1636), Piemontese di SAR (1641),
Magliano di SAR(1664)
Saluzzo (1680)
già Lullino (1672), Bagnasco (1676), Masino (1678)
Fucilieri (1690)
La Marina [III] (1714)
già Nizza [II] (1701)
(piem.) Città di Torino (1734)

Chiablese Tarantasia
Nizza Aosta
Torino Vercelli
Mondovì Asti
Pinerolo Casale

svizzero Hackbrett (1709)
già Reding [I] (1699), Kydt [I] (1706),
reclutato nei cantoni Berna, Schwyz, Sciaffusa e Vallese
alemanno Schulemburg (1698) alemanno Rhebinder (1711)
misto Desportes (1703) italiano Sicilia (1723)
già Valguarnera (1714)

Cavalleria

Dragoni del Genevese (1690)
già Dragons Verts (1689)
Dragoni di Piemonte (1691)
già Dragons Jaunes o Dragoni di Macello (1689)
Piemonte Reale cavalleria (1692)
già Gendarmi di Cavaglià (1692)
Savoia cavalleria (1692)
già Gendarmi di None (1692)
Dragoni di SM (1713)
già Dragons Rouges o Dragoni di Verrua (1683),
Dragoni di SAR (1685)
Dragoni di Sardegna (1726)


Fonte:
Stampa in bianco e nero del 1692
'In Torino per Antonio Valletta stampatore di S.A.R.
e dell'Eccellentissima Camera'

Stemmi dei reggimenti di cavalleria e di fanteria d'ordinanza nazionali
(mia rielaborazione)


Dragoni di SAR

Dragoni di Piemonte


Gendarmi

Dragoni del Genevese



Guardie


Monferrato


Chiablese

Savoia


Piemonte


Fucilieri


Mondovì

Aosta


Saluzzo


Croce Bianca (*)

(*) i capitani di questo reggimento erano tutti cavalieri di Malta



Fonti

August Kühn,
Materialen zum Spanischen Erbfolgekrieg:
volume 16 (Bayern),
volume 20 (Kurbrandenburg-Preussen),
volume 27 (Niederlandische Generalstaaten)
[AK]

Gustav Lehmann,
Brandenburgisch-preußische Fahne in der Zeit des letzen Kurfürsten und des ersten Königs, 1688-1713
[GL]

Les Triomphes du Roy Louis le Grand, 14.e du nom, répresentés par les Drapeaux qui ont été pris sur les Enemis de Sa Majesté dans les Batailles, Rencontres et Prises de Villes ...

(Gabinetto delle stampe, Biblioteca nazionale, Parigi)
[ER] [ER1] [SA] [GB]


Questi ultimi sono due album identici, contenenti tra gli altri i disegni di bandiere sabaude catturate dall'esercito francese a Orbassano (battaglia della Marsaglia) nel 1693, e a Vercelli e a Ivrea nel 1704.

Le due serie relative a quest'ultime circostanze parlano rispettivamente di Prise de la Ville de Verceil .... La garnison s'étant rendue à discression on a leur pris 25 Drapeaux .... e di Prise de la Ville d'Ivrée .... La garnison s'étant rendue à discression on a leur pris 27 Drapeaux .....

Enrico Ricchiardi (bibl. n. 19) osserva che, sulla base del numero di battaglioni presenti a Vercelli e a Ivrea (vedi sopra) e tenendo conto che ogni battaglione aveva in dotazione due bandiere, una colonnella e un'ordinanza il primo, due ordinanze i successivi, se esistenti, le bandiere dovrebbero però essere rispettivamente:

- 18 a Vercelli, di cui 7 colonnelle (I Guardie, I Savoia, I San Damiano, I Trivier, I Este, I Dumeyrol e I Fridt) e 11 ordinanze (I Guardie, 2 x II Guardie, I Savoia, 2 x II Savoia, I San Damiano, I Trivier, I Este, I Dumeyrol e I Fridt);

- 14 a Ivrea, di cui 6 colonnelle (I Piemonte, I Fucilieri, I Nizza, I Schulemburg, I Trinità, I Maffei) e 8 ordinanze (I Piemonte, I Fucilieri, I Nizza, I Schulemburg, 2 x II Schulemburg, I Trinità, I Maffei).

Anche tenendo conto dell'eventuale presenza di reparti imperiali (per certo il reggimento d'Harrac si arrese a Vercelli), non si riesce a spiegare il numero di drappi citato nei Triomphes.

Tornando ai due album francesi, parte di questa documentazione fu già consultata dal De Sonnaz che, nella 2ª edizione della sua opera, illustrò alcuni dei vessilli qui contenuti.

Enrico Ricchiardi, negli studi
- Bandiere della fanteria di linea nazionale sabauda 1690-1773 e Bandiere delle fanterie straniere al soldo dei Savoia 1690-1773 (bibl. n. 5 e n. 6) [ER]
- L'esercito ducale sabaudo negli anni dell'assedio (bibl. n. 20) e L'esercito ducale sabaudo nel 1706, in Memorie e attualità dell'assedio di Torino del 1706, vol. I, (bibl. n. 29) [ER1];

Stefano Ales, nell'opera Insegne militari preunitarie italiane (bibl. n. 13), [SA];

Gian Carlo Boeri, in The Army of the Duchy of Savoy, 1688- 1713 (bibl. n. 31) [GB];

propongono le attribuzioni riportate nelle immagini che seguono.

Nel volume Bandiere in Piemonte, Paolo Fiora (bibl. n. 2) propone una versione diversa di colorazione e attribuisce le insegne, nella migliore delle ipotesi, a reggimenti stranieri.


Desidero premettere un chiarimento. I diversi quarti in cui la croce di Savoia divide una bandiera possono essere identificati o con il linguaggio araldico o con il linguaggio vessillologico.

Nella figura che segue sono illustrate le due versioni, che io userò indifferentemente in tutti i paragrafi.




1A
(6 catturate a Vercelli)

1B
(5 catturate a Ivrea)
bandiera colonnella mod. 1690
[ER]
bandiera colonnella mod. 1690
[ER] [ER1] [GB]


2
bandiera di ordinanza mod. 1690
[ER]


3
(catturata a Orbassano)

4
(catturata a Orbassano)
reggimento sabaudo sconosciuto
(probabilmente straniero)
1693
[ER] [SA]
reggimento sabaudo sconosciuto
(probabilmente straniero)
1693
[ER] [SA] [GB]


5A
(catturata a Orbassano)

5B
(catturata a Orbassano)
reggimento brandenburghese Corneaud
1691-1694
bandiera colonnella
[GL]
reggimento brandenburghese Corneaud
1691-1694
bandiera d'ordinanza
[GL]


6A

6B
battaglione brandenburghese Varenne
1694-1695
bandiera colonnella
[AK]
battaglione brandenburghese Varenne
1694-1695
bandiera d'ordinanza
[AK]


7A

7B
reggimento religionario Lislemarais
1694-1695
bandiera colonnella
[AK]
reggimento religionario Lislemarais
1694-1695
bandiera d'ordinanza
[AK]


8A
(catturata a Orbassano)

8B
(catturata a Orbassano)
reggimento religionario de Loches
1693
bandiera colonnella
[SA]

————————————————
reggimento religionario
(forse Schomberg)

1693
[GB]
reggimento religionario de Loches
1693
bandiera d'ordinanza
[SA]
————————————————
reggimento religionario
(forse Schomberg)

1693
[GB]


10
(catturata a Orbassano)
reggimento sabaudo sconosciuto
(probabilmente svizzero o religionario, Miremont o Montauban)
1693-1694
[ER] [SA]



11A

11B
reggimento Savoia
1704
bandiera d'ordinanza
[ER]
reggimento Savoia
1704
bandiera d'ordinanza
[ER1]


11C
(3 catturate a Vercelli)

12A
(catturata a Ivrea)
reggimento Savoia
1704
bandiera d'ordinanza
[ER1] [SA]
reggimento Piemonte
1704
bandiera d'ordinanza
[SA] [GB]


12B

12C
reggimento Piemonte
1704
bandiera d'ordinanza
[ER]
reggimento Piemonte
1704
bandiera d'ordinanza
[ER1]


13A

13B
(catturata a Ivrea)
reggimento Nizza
1704
bandiera d'ordinanza
[ER]
reggimento Nizza
1704
bandiera d'ordinanza
[ER1] [SA] [GB]


14

15
(catturata a Vercelli)
reggimento nazionale sconosciuto
1704
bandiera d'ordinanza
[ER] [ER1]
(forse) reggimento Guardie
1704
bandiera d'ordinanza
[ER1]
————————————————
reggimento nazionale sconosciuto 1704
[SA]


16
(2 catturate a Vercelli)

17
(1 catturata a Vercelli, 2 catturate a Ivrea)
reggimento sconosciuto
1704
bandiera d'ordinanza
[ER] [ER1]
————————————————
reggimento bernese La Reine
1704
[GB]
reggimento miliziano
- San Damiano, Este o Trivier a Vercelli,
- Trinità o Maffei a Ivrea
1704
bandiera d'ordinanza
[ER] [ER1]


18
(1 catturata a Ivrea)
(forse)
reggimento Fucilieri
1704
bandiera d'ordinanza
[ER1]


19A
(2 catturate a Ivrea: se però l'attribuzione è esatta, il reggimento Schulemburg avrebbe dovuto avere 1 colonnella e 3 ordinanza)

19B
(3 catturate a Ivrea)
(probabile)
reggimento alemanno Schulemburg
1704
bandiera colonnella
[ER] [SA] [GB]
(probabile)
reggimento alemanno Schulemburg
1704
bandiera d'ordinanza
[ER] [SA]
————————————————
reggimento bernese D'Aygoin
1704
[GB]


20
(catturata a Vercelli)

(probabile)
reggimento Frid, 1704 [*]
bandiera d'ordinanza
[ER] [SA]
————————————————
reggimento sconosciuto
1704
[GB]



[*] Secondo Max Schafroth (Bibl. n. 30) il reggimento Frid è un reparto svizzero, mentre per Cogno (Bibl. n. 18) si tratta di un reparto alemanno, e per Ermanno Ferrero, ne Le campagne di guerra in Piemonte 1703-1708 di un reparto svizzero o tedesco comandato da Johann Heinrich Fridt. Il Fascicolo 40, mazzo 1, Levata Truppe Straniere, dell'Archivio di Stato di Torino, contiene la Memoria della Capitulazione accordata da S. A. R. al Sig.r Frid per la levata di un Reggimento Suizzero, ed Allemano composto di uno, o di due Battaglioni. 4. 8.bre 1703.



21

22
(probabile)
reggimento nazionale
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]
(probabile)
reggimento nazionale
1705
bandiera d'ordinanza
[SA]


23
(7 catturate a Bard - Ivrea)

24
(2 catturate a Vercelli)
reggimento svizzero Reding
1704
bandiera d'ordinanza
[SA] [GB]
reggimento svizzero La Reine
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]


25
(4 catturate a Vercelli)

26
(3 catturate a Vercelli)
(forse) reggimento svizzero Alt
1704
bandiera d'ordinanza
[mia ipotesi, vedi sotto]
(forse) reggimento svizzero Lombach
1704
bandiera d'ordinanza
[mia ipotesi, vedi sotto]


27
(catturata a Vercelli)
(forse) reggimento svizzero Schmid
1704
bandiera d'ordinanza
[mia ipotesi, vedi sotto]


28A

28B
reggimento religionario Cavalier
1704-1706
bandiera colonnella
[AK]
reggimento religionario Cavalier
1704-1706
bandiera d'ordinanza
[AK]


Apro una parentesi relativa alle tre bandiere 25, 26 e 27.

Questi tre vessilli, riportati solo da Ales, sono attribuiti a uno dei reparti svizzeri di nuova formazione presenti nella piazza di Vercelli: i reggimenti Alt (friburghese), Lombach (bernese), Schmid (di Uri) e La Reine (Tscharner) di Berna, al soldo della regina di Inghilterra.

Dando per valida l'ipotesi che il reggimento La Reine abbia la bandiera 16 o 24, si tratterebbe di ipotizzare un'attribuzione di vessilli ai primi tre reggimenti.

Ricordando la consuetudine per i colonnelli proprietari di riprendere i colori della propria arma in quelli della bandiera del loro reparto, si potrebbero fare le seguenti ipotesi di attribuzione.



ALT VON TIEFENTHAL
(di Friburgo)
Johann Jakob Joseph
colonnello proprietario, 1703;

Joseph Protas,
colonnello proprietario, 1704



25




LOMBACH
(di Berna)
Anton
colonnello proprietario, 1703



26





SCHMID AB URI
(di Uri)
Jost Anton, colonnello proprietario, 1703,
poi capitano della Guardia Svizzera



27


Come detto sopra, Fiora propone una diversa colorazione e un'attribuzione a soli reggimenti stranieri. Si riportano alcuni esempi.


A conclusione di questo ampio panorama, do altre due informazioni, pur con beneficio di inventario.

Un sito dedicato alle bandiere militari, solitamente abbastanza documentato, illustra le bandiere colonnella e d'ordinanza del reggimento alemanno Heydelac (1693-1695) e del battaglione alemanno Haxmann (1695-1698). Come si può vedere, l'ordinanza Heydelac (S1B) è uguale una delle bandiere raffigurate in precedenza (4). Anche la colonnella Haxmann (S2A) è simile o uguale alla bandiera (10)


S1A

S1B
reggimento alemanno Heydelac
colonnella
1693-1695
reggimento alemanno Heydelac
ordinanza
1693-1695


S2A

S2B
battaglione alemanno Haxmann
colonnella
1695-1698
battaglione alemanno Haxmann
ordinanza
1695-1698



Nella sua opera Insegne militari preunitarie italiane (bibliografia n. 13), Stefano Ales riporta una colonnella e un'ordinanza, catturate dai francesi in una località non precisata e inviate a Parigi a ottobre 1704. Le bandiere apparterrebbero al reggimento olandese Van Deelen, inviato in Piemonte dagli alleati e arruolato nell'armata ducale


S3A

S3B
reggimento olandese Van Deelen
colonnella
1704
reggimento olandese Van Deelen
ordinanza
1704




Bandiere del periodo 1706 - 1736
In questo paragrafo sono inclusi anche i primi anni del regno di Carlo Emanuele III, in quanto le bandiere di Vittorio Amedeo II saranno impiegate più o meno fino al 1736.

Enrico Ricchiardi suppone che l'impostazione generale delle bandiere nel periodo 1706 - 1712 non sia variata. Le bandiere colonnelle restano blu, con la croce bianca intera o scorciata. Per quelle di ordinanza le variazioni rispetto alla bandiera rossa con croce bianca sono lasciate alla scelta del comandante, anche se i colori non si discostano dai consueti blu, rosso e bianco. I reggimenti sono inoltre liberi di dipingere la propria arma su queste bandiere.

Nel 1713, con il trattato di Utrecht, Vittorio Amedeo II diventa re di Sicilia.

Nonostante questa nuova dignità, non è attestata nessuna variazione alle bandiere di ordinanza della fanteria. è quindi probabile che questi drappi continuino a essere diversi per i vari reggimenti e non si può escludere che ne sia variato il disegno a ogni sostituzione.

Sempre per la fanteria, in occasione dell'imbarco per Palermo nel 1713, al reggimento Guardie vengono consegnate una nuova colonnella e tre ordinanze. Non sono disponibili informazioni sulla foggia della colonnella, ma è probabile che recasse le Grandi Arme di Sicilia.

Pare che la colonnella delle Guardie non sia cambiata quando Vittorio Amedeo II nel 1720 diventa re di Sardegna. Solo nel 1734, già sotto il regno di Carlo Emanuele III, il reggimento riceve una nuova colonnella, azzurra e con le Grandi Arme di Sardegna (si veda il capitolo sulle bandiere di Carlo Emanuele III).

Grandi arme di Vittorio Amedeo II
re di Sicilia
Grandi arme di Vittorio Amedeo II
re di Sardegna

Anche per gli altri reggimenti nel 1713 vengono adottate nuove bandiere colonnelle. Sono completamente azzurre, ornate al centro con uno scudo di foggia barocca, a sfondo bianco (araldicamente argento), contenente un'aquila nera (o al naturale), coronata (è l'arma del regno di Sicilia), caricata in petto da uno scudetto ovale di Savoia moderna.

Il cambio tra Sicilia e Sardegna nel 1720 pure in questo caso non porta variazioni alle colonnelle. Dal punto di vista prettamente araldico il fondo bianco (argento) dello scudo sarebbe dovuto diventare giallo (oro, araldicamente). L'arma di Sicilia è infatti sostituita dall'arma della Savoia antica, che è d'oro, all'aquila di nero.

Per quanto riguarda la fanteria provinciale si ipotizza che conservi la colonnella modello 1690.

Dal 1736 le colonnelle dei reparti di fanteria hanno l'aquila dipinta direttamente sul blu della bandiera (si veda il capitolo sulle bandiere di Carlo Emanuele III).

Per quanto riguarda la cavalleria, un contratto (studiato da Enrico Ricchiardi) stipulato nel 1732 e relativo alla confezione dello stendardo del Savoia cavalleria e delle cornette dei Dragoni di Sua Maestà e dei Dragoni del Genevese fornisce utili indicazioni sulle bandiere del periodo.

Le bandiere colonnelle sono di colore turchino, le bandiere di ordinanza di colore rosso cremisi; sono ricamate e costituite da due teli di seta pesante, recto e verso, cuciti tra loro; hanno forma quadrata e sono ornate con una frangia d'oro.

Sono quindi confermati la foggia e i colori che verranno trattati più a fondo nel capitolo sulle bandiere di Carlo Emanuele III (a cui si rimanda) e che sono splendidamente illustrati nei vari album acquarellati, di cui si parlerà nel seguito.


Due bandiere colonnelle di fanteria di questo periodo sono arrivate fino a oggi.

reggimento fanteria svizzero Dupasquier
(in precedenza era stato attribuito al reggimento Guibert)
[reggimento costituito nel 1733, quindi già durante il regno di Carlo Emanuele III]
bandiera colonnella (probabilmente 1734)
[Museo Storico Neuchâtel]

(sulla base di un disegno presente in uno degli album di cui si è accennato [Album Lauro, Biblioteca Reale di Torino, Ms. Mil. 431, circa 1735-1736] si può stabilire con certezza che il fondo della bandiera è azzurro e quello dello scudo è bianco)

reggimento fanteria nazionale Saluzzo
frammento di bandiera colonnella (probabilmente 1717 o 1724)
[Armeria Reale, Torino]

(lo scudo centrale bianco ha una forma diversa sia da quello del reggimento Dupasquier, sia da quello dell'Album Lauro. All'epoca, le variazioni rispetto al modello potevano anche essere notevoli, in quanto ciò non era vietato: questo è appunto il caso del frammento dell'Armeria Reale. Ricchiardi ipotizza che si tratti della colonnella confezionata in Sicilia nel 1717, ma non esistono prove certe)


A supporto dell'ipotesi che i reggimenti di fanteria provinciale abbiano ricevuto, alla loro costituzione nel 1714, le bandiere colonnella e d'ordinanza modello 1690, De Sonnaz e Stefano Ales ricordano il manoscritto francese Les Triomphes du Roy Louis XV du nom representez par les drapeaux qui ont été prise ... depuis MDCCXXXIV jusq'au MDCCXLV.

In questo documento sono raffigurati una colonnella e un'ordinanza catturate a Pragelato nel 1745 al reggimento provinciale di Nizza. La perdita di questi due vessilli è confermata da una relazione sabauda del 1746.

reggimento fanteria provinciale Nizza
(circa 1744)
[Gabinetto delle Stampe Parigi]
[L'incongruenza (lo stemma non è quello di Nizza, ma quello di Asti o - rappresentato in modo incompleto - di Mondovì) è da attribuire a un errore del disegnatore o del relatore]


Inizio
Cenni storici sull'esercito sabaudo nel XVIII secolo
Le bandiere di Carlo Emanuele III (1730-1773)
Le bandiere di Vittorio Amedeo III (1773-1796)
Le uniformi da Vittorio Amedeo II a Carlo Emanuele III
Le uniformi di Vittorio Amedeo III
Cenni sull'Armata Sarda e bandiere da Carlo Emanuele IV (1796-1802) a Carlo Alberto (1831-1849)
Le uniformi da Carlo Emanuele IV a Carlo Alberto
Elenco dei reggimenti nazionali fino al 1849
Breve storia delle truppe svizzere al servizio sabaudo
Elenco dei reggimenti alemanni, francesi, misti e religionari al servizio sabaudo


Ultimo aggiornamento 27 Gennaio 2017
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