Da Carlo Emanuele IV
a Carlo Alberto


1. L'esilio in Sardegna

Nel 1799, all'arrivo in Sardegna del nuovo re Carlo Emanuele IV, i soli reggimenti di ordinanza presenti sull'isola erano il reggimento di fanteria Sardegna (su due battaglioni ciascuno con sette compagnie fucilieri e una granatieri) e il reggimento Dragoni di Sardegna (su quattro compagnie).

Erano inoltre presenti reparti minori, come la compagnia di artiglieria franca, la centuria leggera (sciolta quasi subito ) e una compagnia di cacciatori esteri, composta da soldati provenienti da vari reggimenti di ordinanza nazionali ed esteri. Nel corso del 1799 la compagnia di cacciatori aumentò i propri effettivi e nel 1801 fu ridenominata corpo dei cacciatori esteri e italiani. Nel 1802, alla morte del sovrano, l'esercito contava su quasi 1.600 uomini, ufficiali compresi.

Nel 1806 giunse nell'isola il nuovo re Vittorio Emanuele I (salito al trono nel 1802). Tra i principali provvedimenti da lui presi nel tempo:

  1. la formazione di un reparto di fanteria di marina di ordinanza, denominato compagnia leggera di Marina (circa 130 uomini); nel 1809 ne fu ampliato l'organico e fu costituito il battaglione della Real Marina;
  2. il potenziamento di alcuni reparti di ordinanza, come il reggimento di Sardegna (su 1.200 uomini) e i cacciatori esteri, che raggiunsero l'organico di un battaglione (600 uomini) e furono denominati cacciatori di Savoia;
  3. la ristrutturazione del reparto di dragoni, che assunse il nome di cavalleggeri di Sardegna (540 uomini)
Alla fine del 1809 l'esercito contava su una forza di ordinanza effettiva di poco più di 3.500 ufficiali e soldati.

Negli anni successivi le gravi ristrettezze finanziarie costrinsero il re a drastici tagli della forza:

  1. il battaglione di Marina fu trasformato in una centuria di Marina (165 uomini);
  2. gli effettivi degli altri reparti di fanteria e cavalleggeri furono ridotti (il reggimento di Sardegna scese a 1.160 uomini, i cavalleggeri a 390).
Per quanto riguarda i reparti provinciali, nel 1807 vennero costituiti dodici reggimenti di fanteria e sei di cavalleria (ciascuno su circa 450 uomini). La fanteria comprendeva i reggimenti Iglesias, Mandas, Oristano, Ales, Tempio, Sorgono, Laconi, Tortolì, Bosa, Ozieri, Bona e Nuoro, la cavalleria i reggimenti Sulcis, Arborea, Mandrolisai, Tresenta, Gallura e Goceano. Tutti questi reggimenti furono sciolti nel 1815.


Le bandiere

I vessilli di questo periodo si collocano, come aspetto, tra quelli del 1774 e quelli che verranno introdotti nel 1814.

La bandiera colonnella (o bandiera reale) del reggimento di Sardegna è sempre caratterizzata dal drappo turchino, privo però della croce, e bordato dalla consueta bordura con rosette e nodi; l'aquila è di forma differente, ha il volo alzato e stringe tra gli artigli un bastone da maresciallo e uno scettro. Negli angoli superiori compaiono stelle nere e fiamme rosse con profilature argentee, mentre negli angoli inferiori lo stemma e il nome del reggimento sono racchiusi in scudi ovali.

La bandiera di ordinanza è a fondo rosso con la croce bianca e ha la stessa bordura delle ordinanze del 1774; fiamme, stelle e scudi sono gli stessi della colonnella.

Una ricostruzione verosimile delle insegne delle truppe provinciali è quella che presenta un drappo bianco, bordato dalla consueta "biscia" turchina e ornato dalle armi di Sardegna, al cui centro c'è una targa romboidale con le armi di Savoia moderna.

Per i reparti di cavalleria, esiste una sola bandiera originale, conservata all'Armeria Reale di Torino e relativa al reggimento provinciale di Arborea.

reggimento di Sardegna
bandiera colonnella
reggimento di Sardegna
bandiera di ordinanza

reggimenti provinciali in Sardegna
bandiera di ordinanza
[ricostruzione di Stefano Ales, bibl. 14]
reggimento cavalleria provinciale
di Arborea
stendardo di ordinanza

reggimento cavalleria provinciale
di Arborea
[Armeria Reale Torino]


Le uniformi

Le truppe di ordinanza mantengono quasi invariate fino al 1803 le uniformi adottate nel 1774. Il reggimento di Sardegna conserva il giustacorpo turchino con colletto, matelotte e paramani neri e fodera bianca (adottata nel 1798), mentre i dragoni di Sardegna cambiano i distintivi in chamois e utilizzano pantaloni celeste scuro, lunghi e aderenti.

Il regolamento del 1803 è una tappa importantissima nell'evoluzione dell'uniforme dell'armata sarda, ufficializzando l'abbandono definitivo della moda settecentesca e introducendo modelli pù adatti alla vita del soldato. Questo regolamento poi rappresenta la base del successivo regolamento del 1814, destinato al ricostituito esercito sardo in continente.

I reparti ricevono in dotazione un abito confezionato con il tradizionale panno turchino e di taglio simile a quello delle truppe austriache dell'epoca. Il colletto è molto alto e aperto sul davanti, le maniche sono tagliate lungo le cuciture e chiuse con cinque bottoncini, due sul paramano e tre al di sopra: il paramano è applicato in fondo alle maniche. L'abito è interamente abbottonato sul petto per mezzo di nove bottoni metallici, ha le falde corte con due risvolti per parte e due tasche orizzontali. Su entrambe le spalle sono cucite le spalline in panno turchino. Alcuni reparti, tra cui i dragoni leggeri e il battaglione Real Marina, hanno abito e paramani tagliati a punta e falde più corte della metà rispetto a quelle della fanteria di linea.

I vari reparti continuano a essere distinti dai colori di colletto, paramani, fodera e bottoni

colletto paramani fodera bottoni cravatta
reggimento di Sardegna
cacciatori di Savoia
Real Marina
cavalleggeri di Sardegna
Corpo Reale di Artiglieria

I dragoni leggeri, diventati cavalleggeri nel 1806, continuano a usare le spalline metalliche a scaglia con frangia di lana ripiegata.

Vengo introdotti i pantaloni di stoffa di lana turchina, tagliati dritti e larghi al ginocchio, chiusi con due piccoli bottoni sotto il grosso delle gambe e con la cintola alta. I pantaloni sono infilati dentro le uose o mezze ghette di tela nera alte fino a metà del polpaccio, chiuse sui lati da otto bottoncini del colore di quelli dell'abito. Le uose sono indossate anche dai dragoni nel servizio a piedi, mentre quando sono a cavallo costoro utlizzano stivali più corti e leggeri dei modelli precedenti, muniti di speroni in ferro.


battaglione Real Marina

La veste dell'uniforme precedente viene sostituita dal cappotto, adottato per la prima volta dall'armata sarda: è ampio e scampanato e chiuso sul petto da sette bottoni ricoperti di panno. Avrebbe dovuto essere confezionato con panno di colore grigio mischio, ma per difficoltà di approvvigionamento si ripiega su un panno di infima qualità, il panno albaggio o forese.

L'altra novità è l'introduzione del caschetto in cuoio, in uso presso alcuni reparti speciali del disciolto esercito sabaudo: questo copricapo, con leggere modifiche, sarà usato dalle truppe sarde fino al 1817 e, per i reparti di cavalleria, fino al 1820.

Ci sono vari tipi di caschetti (tutti in cuoio bollito e annerito). Quello della maggior parte dei reparti ha una coppa non molto alta, munita di visiera circolare e piatta, cerchiata di lamierino di ottone, e di un basso cimiero dello stesso materiale della coppa, a cui si aggancia una cresta di ciniglia turchina. Intorno alla coppa è cucito un coprinuca di pelle sottile. Il casco è ornato da una piastra di lamierino di ottone, fregiata dallo scudo di Savoia e da trofei di bandiere, e da un piumetto di lana diritto sul lato sinistro (il Real Marina sostituisce le bandiere con un'ancora obliqua per parte).

I fucilieri del reggimento di Sardegna indossano un casco privo di coprinuca, di cimiero e di cresta, sostituiti da un'alzata anteriore di cuoio fregiata dall'aquila coronata carica in petto dallo scudo ovale di Savoia in ottone. Il casco dei granatieri ha l'alzata più alta e interamente coperta di una lastra di ottone con la stessa decorazione dei fucilieri. La visiera di ambedue i modelli è senza la bordatura in ottone.

I piumetti sono turchini per il reggimento di Sardegna e per il Corpo reale di Artiglieria, turchini con sommità rossa per il battaglione Real Navi e per i Cacciatori di Savoia.

Il casco dei Cavalleggeri di Sardegna ha la coppa assai più alta, con due risalti in cuoio su ogni lato, la visiera è molto lunga, sagomata a punta e cerchiata di ottone; manca inoltre il coprinuca. Piastra, cimiero e cresta sono quelli del modello della fanteria.

reggimento di Sardegna
fuciliere
reggimento di Sardegna
granatiere

cacciatori di Savoia battaglione Real Marina Cavalleggeri di Sardegna

Tamburini, pifferi e trombettieri continuano a indossare l'uniforme del reparto, con qualche ornamento addizionale. I tamburini hanno colletto e paramani gallonati e, sulle spalle, nidi di rondine turchini bordati e sbarrati di gallone. I pifferi e i trombettieri hanno solo il colletto e le tasche gallonate.

Agli ufficiali è prescritta la stessa uniforme dei soldati, confezionata però con panno di migliore qualità; i pantaloni sono simili a quelli della truppa, turchini in inverno e di tela bianca d'estate. Fuori servizio è concesso un abito simile a quello della truppa, ma con falde più lunghe e un cappello di feltro nero invece del caschetto, ornato con un gallone di seta nera, una ganzetta metallica e una nappina rotonda dello stesso colore dei bottoni. I pantaloni possono essere di velluto o di lana color nero.


2. La Restaurazione

A partire dal 1814 sono ricostituiti gran parte dei reggimenti sciolti nel 1798 e cioè i seguenti reparti.

Fanteria di ordinanza (nazionale)

Guardie (1659) Savoia (1664)
già Fleury [franc] (1624), Marolles [franc] (1631),
Francese di SAR (1640), de Challes [franc] (1659)
Monferrato (1664)
già du Cheynez (1619), di Boydanid (1630),
di Pianezza(1645), di Livorno (1649)
Piemonte (1664)
già Catalano Alfieri(1636),
Piemontese di SAR (1641),
Magliano di SAR(1664)
Saluzzo (1680)
già Lullino (1672), Bagnasco (1676),
Masino (1678)
Aosta (1774)
già Fucilieri (1690)
Cuneo (1814)
già Nizza (1701), La Marina (1714)
La Regina (1734)
Sardegna (1744)
nel 1816 passerà nella fanteria leggera
come Cacciatori Guardie
Alessandria (1796)
già misto Desportes (1703), Audibert (1739),
Montfort (1748), de Sury (1769),
Chiablese (1774)
Sarzana,
poi Genova (1815)

Fanteria leggera

battaglione Cacciatori di Savoia (1808) reggimento Cacciatori Italiani (1814)
già corpo Cacciatori Piemontesi (1814)
battaglione Cacciatori di Nizza (1815) battaglione Cacciatori della Regina (1815)

Fanteria straniera

svizzero Christ II (1815)
reclutato nel cantone dei Grigioni

Artiglieria

reggimento Reale di Artiglieria (1743)

Fanteria provinciale

Genevese (1774)
già Chiablese (1714)
Tarantasia (1714)
Nizza (1714) Ivrea (1774)
già Aosta (1714)
Torino (1714) Vercelli (1714)
Mondovì (1714) Asti (1714)
Pinerolo (1714) Casale (1714)
Novara (1752) Tortona (1752)
Susa (1786) Acqui (1786)

Cavalleria, dragoni e cavalleggeri

Piemonte reale cavalleria (1692) Savoia cavalleria (1692)
Dragoni del Re
già Dragoni di SM (1713)
Dragoni della Regina (1736)
Cavalleggeri del Re
già Cavalleggeri di SM (1774)
Cavalleggeri di Piemonte
già Dragoni di Piemonte (1691)
Cavalleggeri di Sardegna (1808)
già Dragoni di Sardegna (1726)


Nel 1814 è costituito il Corpo dei Carabinieri Reali, composto da soldati prelevati dalle altre armi che diano garanzie di efficienza e moralità superiori; il corpo diventa il primo dell'armata, secondo solo alle Guardie del Corpo. Nel 1822 i Carabinieri reali possono già contare su 3.000 effettivi.

Sempre nel 1814 vengono ricostituite le tre antiche compagnie di Guardie del Corpo (1ª savoiarda, 2 ª piemontese e 3ª sarda), alle quali se ne aggiunge una nuova, la 4ª genovese.

Nel 1815 è costituito il Corpo Reale del Genio, su una compagnia di zappatori, poi cresciuto alla forza di battaglione, ma già nel 1816 contratto a una compagnia minatori e una zappatori.

Nel 1816 si stabilisce che i reggimenti di fanteria in caso di guerra si sdoppino su quattro battaglioni e assumano la denominazione di brigate, peraltro già adottata fin dal tempo di pace.

Nello stesso periodo i reggimenti di fanteria provinciale sono incorporati nei reparti di ordinanza: le truppe provinciali scompaiono così dall'esercito sabaudo.

Sempre nel 1816 la brigata Guardie viene ridenominata brigata Granatieri Guardie e il reggimento di ordinanza Sardegna passa alla fanteria leggera come reggimento Cacciatori Guardie.

Nel 1819 il reggimento Savoia Cavalleria passa alla specialità dei cavalleggeri, come reggimento Cavalleggeri di Savoia. Nello stesso anno il reggimento Cavalleggeri di Sardegna viene rinominato Cacciatori di Sardegna, che viene poi incorporato nei Carabinieri Reali nel 1822.

A causa dei moti del 1821 sale al trono il nuovo re Carlo Felice e vengono sciolti i seguenti reparti compromessi con i liberali:

- le brigate di fanteria Monferrato, Saluzzo, Alessandria e Genova

- i reggimenti di cavalleria Dragoni del Re, Dragoni della Regina e Cavalleggeri del Re, oltre alla 3ª divisione del reggimento Cavalleggeri di Piemonte.

Le quattro brigate di fanteria vengono ricostituite con altro nome, sulla base di quattro battaglioni provvisori in cui erano stati riuniti gli effettivi dei corpi cancellati. Le nuove brigate perdono l'anzianità originaria, ricevendone un'altra tratta a sorte in coda alle brigate esistenti (tale antica anzianità sarà restituita nel 1909):

- la brigata Monferrato diventa brigata Casale,
- la brigata Saluzzo diventa brigata Pinerolo,
- la brigata Alessandria diventa brigata Acqui,
- la brigata Genova diventa brigata Savona.

Dei tre reggimenti di cavalleria sciolti, solo i Dragoni del Re sono ricostituiti come Dragoni del Genevese.

Nello stesso periodo, anche i seguito ai moti costituzionali, è riordinata la fanteria leggera. A fine 1821 sono attivi il reggimento Cacciatori Guardie e i battaglioni cacciatori di Savoia, di Nizza e della Regina, a cui si aggiunge nel 1826 il battaglione cacciatori di Aosta.

Nel 1828 viene costituito il reggimento di cavalleria Dragoni di Piemonte.


3. Le riforme di Carlo Alberto

Appena salito al trono nel 1831, il re Carlo Alberto si dedica alla riorganizzazione della struttura militare, lasciata in condizioni precarie da Carlo Felice.

In questo stesso anno, le brigate di fanteria sono ordinate su due reggimenti, 1° e 2° (ognuno su tre battaglioni, con quattro compagnie di fucilieri, una di granatieri e una di cacciatori), con la costituzione di nove nuovi reggimenti: 2° Savoia, 2° Piemonte, 2° Aosta, 2° Cuneo, 2° Regina, 2° Casale, 2° Pinerolo, 2° Savona, 2° Acqui.

La brigata Granatieri Guardie è invece costituita dai reggimenti Guardie (su quattro battaglioni, ciascuno con una compagnia scelta e quattro compagnie granatieri) e Cacciatori Guardie (su due battaglioni, ciascuno con una compagnia carabinieri e cinque cacciatori).

Nel 1833 il 3° battaglione di ogni reggimento (il 4° battaglione delle Guardie e il 3° battaglione Cacciatori, creato appositamente) viene trasformato in deposito.

Nel 1839 i reggimenti di fanteria delle brigate assumono una numerazione progressiva:

- 1° e 2° Savoia
- 3° e 4° Piemonte
- 5° e 6° Aosta
- 7° e 8° Cuneo
- 9° e 10° Regina
- 11° e 12° Casale
- 13° e 14° Pinerolo
- 15° e 16° Savona
- 17° e 18° Acqui

Ogni reggimento è costituito da tre battaglioni attivi (il 3° è costituito dalla riunione delle compagnie cacciatori) e uno di deposito, creato ex novo.

Nel 1831 sono soppressi i reparti autonomi di fanteria leggera e nel 1836 viene costituito il Corpo dei Bersaglieri.

Per quanto riguarda la cavalleria, nel 1831 viene ricostituito il reggimento Aosta Cavalleria e i Dragoni del Genevese vengono denominati Genova Cavalleria.

Nel 1832 le vecchie specialità dei dragoni e cavalleggeri ne formano una nuova, detta di "cavalleria". Il solo Piemonte Reale mantiene le caratteristiche di "grossa cavalleria". Pertanto i Cavalleggeri di Piemonte diventano Nizza cavalleria, i Cavalleggeri di Savoia diventano Savoia Cavalleria e i Dragoni di Piemonte diventano Novara Cavalleria. I reggimenti sono ordinati su sei squadroni riuniti in tre divisioni. Viene inoltre costituito il reggimento Cavalleggeri di Sardegna (II), che nel 1853 sarà assorbito nei Carabinieri Reali.

Nel 1836 i reggimenti comprendono cinque squadroni attivi, di cui uno di lancieri (tranne il Piemonte Reale, il cui 5° squadrone non è di lancieri) e uno squadrone deposito (soppresso poi nel 1841).

Nella pagina dedicata ai reggimenti di fanteria e di cavalleria nazionali si può seguire più agevolmente la successione dei nomi dei diversi reparti fino al 1849.

L'artiglieria riceve particolare attenzione dal re, che ne era stato Gran Mastro. Nel 1831 il corpo viene diviso in due reparti; il reparto che riunisce le truppe comprende una brigata su due reggimenti, ciascuno di tre battaglioni. Nel 1833 il reparto personale è ordinato su 6 brigate, di cui 2 da piazza e 4 da campagna.

Il Corpo Reale del Genio nel 1832 comprende, oltre alle Direzioni, un battaglione zappatori (su 1 compagnia minatori e 6 compagnie zappatori). Nel 1839 il battaglione si contrae su 1 compagnia minatori e 3 zappatori.

Le quattro antiche compagnie a cavallo delle Guardie del Corpo sono soppresse nel 1831, in quanto alcuni loro appartenenti sono implicati in nuovi moti liberali. Vengono sostituite con una sola compagnia a piedi: le nuove guardie non appartegono alla nobiltà, ma sono sottufficiali dell'esercito, con un'anzianità di servizio tra i 15 e i 20 anni.

Alla fine di questo periodo di riforme, l'esercito può contare su circa 32.000 uomini.


(pagina seguente) Le bandiere della Restaurazione (1ª parte)


Inizio
Cenni storici e bandiere da Carlo Emanuele I (1580-1630) a Vittorio Amedeo II (1675-1730)
Cenni storici sull'esercito sabaudo nel XVIII secolo
Le bandiere di Carlo Emanuele III (1730-1773)
Le bandiere di Vittorio Amedeo III (1773-1796)
Le uniformi da Vittorio Amedeo II a Carlo Emanuele III
Le uniformi di Vittorio Amedeo III
Le uniformi da Carlo Emanuele IV a Carlo Alberto
Elenco dei reggimenti nazionali fino al 1849
Breve storia delle truppe svizzere al servizio sabaudo
Elenco dei reggimenti alemanni, francesi, misti e religionari al servizio sabaudo


Ultimo aggiornamento 23 Dicembre 2016
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