Le bandiere di
Carlo Emanuele III

(1730-1773)


Premessa

Come detto nel capitolo Cenni storici sull'esercito sabaudo del 18° secolo, una particolarità dei reggimenti di fanteria straniera era di portare il nome del colonnello proprietario: cambiavano quindi sovente di nome, pur conservando in genere l'anzianità e spesso la bandiera e l'uniforme.

Ritengo quindi che possa essere assai utile riassumere nomi e successione di questi reggimenti durante il regno di Carlo Emanuele III.

Osservo comunque che talora le varie fonti non concordano pienamente sul nome esatto del colonnello proprietario e/o sulla data della sua costituzione: per i nomi ho adottato la lezione del Dictionnaire historique et biographique de la Suisse, per la data, quella maggiormente attestata.


Svizzeri

La Reine (1703), Kydt (1706), Hackbrett (1709),
Belmont (1731), Rietmann (1731), Kalbermatten [II] (1743),
Sutter (1762), Kalbermatten [III] (1768-1773)
——————————
(reclutato nei cantoni di Berna, Schwyz, Sciaffusa e Vallese, dal 1743 reclutato principalmente nel Vallese)
Guibert (1733), Uttinger (1746) [1], Fatio (1753-1773) [2]
——————————
(reclutato nei cantoni di Ginevra, Solothurn, Zug, Zurigo, Vaud, Neuchâtel)

[1] 1749, secondo il Dizionario analitico delle circolari dell' azienda generale di guerra dall'anno 1814
a tutto il 1852
, Eugenio Camussi, Torino, 1853
[2] 1755, idem
Dupasquier (1733), sciolto nel 1737
——————————
(reclutato nel cantone di Neuchâtel)
Kydt [II] (1733), sciolto nel 1737
——————————
(reclutato nei cantoni della Svizzera centrale)
Roguin (1733), Diesbach (1737), Roy (1744), Tscharner (1760-1773)
——————————
(reclutato nel cantone di Berna)
Donatz (1734), sciolto nel 1737
——————————
(reclutato nel cantone dei Grigioni)
Reydt (1742), Salis (1746), Sprecher (1750), Schwartz (1771-1773)
——————————
(reclutato nel cantone dei Grigioni)
Keller (1742), sciolto nel 1749
——————————
(reclutato nel cantone di Lucerna)
Meyer (1744-1773)
——————————
(reclutato nei cantoni di Glarus e Appenzell)

Alemanni

Schulemburg (1698), Leutten (1757), Zieten (1763-1773)
Rhebinder (1711), Burgsdorff (1743), Leutrum (1749),
Wanghenheim (1755), Brempt (1763-1773)
Baden-Durlach (1742), sciolto nel 1749

Italiani

Valguarnera (1714),
Sicilia (1724), sciolto nel 1751
Lombardia [I] (1734), sciolto nel 1751
Corsica (1744), Vella (1748), Matra (1749), sciolto nel 1751
Sardegna (1744)
poi passato nella fanteria nazionale d'ordinanza (1751)

Misti

Desportes (1703), Audibert (1739), Montfort (1748), Sury (1769-1773)


Nel 1744 erano alle armi i seguenti reggimenti

Fanteria d'ordinanza nazionale

Guardie (1659) Savoia (1664)
già Fleury [franc] (1624), Marolles [franc] (1631),
Francese di SAR (1640), de Challes [franc] (1659)
Monferrato (1664)
già du Cheynez (1619), di Boydanid (1630),
di Pianezza(1645), di Livorno (1649)
Piemonte (1664)
già Catalano Alfieri(1636),
Piemontese di SAR (1641),
Magliano di SAR(1664)
Saluzzo (1680)
già Lullino (1672), Bagnasco (1676),
Masino (1678)
Fucilieri (1690)
La Marina (1714)
già Nizza II (1701)
La Regina (1734)
Artiglieria (1743)
(1739: costituzione del battaglione di artiglieria)

Fanteria d'ordinanza provinciale

Chiablese (1714) Tarantasia (1714)
Nizza (1714) Aosta (1714)
Torino (1714) Vercelli (1714)
Mondovì (1714) Asti (1714)
Pinerolo (1714) Casale (1714)

Fanteria d'ordinanza straniera

Kalbermatten [II] (1743)
(svizzero vallesano)
Guibert (1733)
(svizzero)
Diesbach (1737)
(svizzero bernese)
Reydt (1742)
(svizzero grisone)
Keller (1742)
(svizzero )
svizzero Meyer (1744)
(svizzero)
Schulemburg (1698)
(alemanno)
Burgsdorf (1743)
(alemanno)
alemanno Baden-Durlach (1742)
(alemanno)
Audibert (1739)
(misto)
Sicilia
(italiano)
Lombardia (1734)
(italiano)
Corsica (1744)
(italiano)
Sardegna (1744)
(italiano, poi reggimento di ordinanza nazionale, 1751)

Cavalleria

Dragoni del Genevese (1690) (*)
già Dragons Verts (1689)
Dragoni di Piemonte (1691)
già Dragons Jaunes o Dragoni di Macello (1689)
Piemonte Reale cavalleria (1692)
già Gendarmi di Cavaglià (1692)
Savoia cavalleria (1692)
già Gendarmi di None (1692)
Dragoni di SM (1713)
già Dragons Rouges o Dragoni di Verrua (1683),
Dragoni di SAR (1685)
Dragoni di Sardegna (1726)
Dragoni della Regina (1736)

(*) Negli album di disegni di questo periodo il reggimento viene anche denominato Dragoni di SAR: è molto probabile che questa variazione di nome sia avvenuta nel 1743.


Considerata la sua importanza nella storia del regno Sardo, si ricorda che alla celebre vittoria dell'Assietta (19 Luglio 1747), una delle battaglie della guerra di successione d'Austria, erano presenti i reggimenti Guardie, Casale, Chiablese, Meyer e Roy (ciascuno con un battaglione) e Kalbermatten (con due battaglioni).

Erano inoltre presenti milizie valdesi e i battaglioni austriaci Colloredo, Forgasch, Hagenbach e Traun.

Altri tre battaglioni dei reggimenti Savoia, Sicilia e Audibert (le fonti parlano del reggimento Montfort, ma il cambio di comandante da Audibert a Montfort avvenne solo nel 1748) erano dislocati nei dintorni.



Bandiere post 1736
Le Fonti

I disegni di tutte le bandiere illustrate nel seguito (nonchè quelli di alcune uniformi, per le quali si rimanda ai relativi capitoli) sono contenuti in preziosi album acquarellati, conservati presso l'Archivio di Stato e la Biblioteca Reale di Torino.

Sono qui elencati in ordine cronologico

Livre
Desquis des Drapaux
de tous les Regiments d'Infanterie
au service de
S.M. Charles Emanuel II
(sic)
Roy de Sardaigne

Par le Tapissier Nicolas Lauro

(circa 1734-1736)

(Biblioteca Reale, Torino, Ms mil. 431)

identificato nel seguito con [L]

Livre
des Ètendards des Regim.s de Cavallerie, &
Dragons au service de S.M. le Roi de Sardaigne
Pour S.E. Mr. le Baron, & Marechal
Rehbinder
Le 10 Mars 1740

(Biblioteca Reale, Torino, Ms mil. 432)

album disegnato da Giuseppe Ozeletti

identificato nel seguito con [R]

Livre
des Drapeaux d'Infanterie
au service de S.M.
Charles Emanuel,
Roi de Sardaigne
1744

(Archivio di Stato, Torino, I 27 I)

album disegnato da Giuseppe Ozeletti

identificato nel seguito con [A]

Livre des Ètendards
des Reg.s de Cavallerie
& Dragons
au service de S.M.S
1744

(Archivio di Stato, Torino, H II 38)

album disegnato da Giuseppe Ozeletti

identificato nel seguito con [C]

1745
Livre des Ètendards
de Cavallerie & Dragons
au service de S.M.
Charles Emanuel
Roi de Sardaigne

(Biblioteca Reale, Torino, Ms mil. 157a)

album disegnato da Giuseppe Ozeletti

identificato nel seguito con [D]

Livre des Ètendards
des Gardes du Corps,
Cavallerie & Dragons
au service de S.M.
le Roi de Sardaigne

(1745)

(Biblioteca Reale, Torino, Ms mil. 147)

album disegnato da Giuseppe Ozeletti

identificato nel seguito con [G]

Livre de l'uniforme de
Troupes regleès de S.M.
avec les Drapeaux, Ètendards ou Guidons
de chaque Corps
1747

(Archivio di Stato, Torino, H VIII 53))

autore ignoto

identificato nel seguito con [I]

Stendardi
vecchi e nuovi,
uniformi di infanteria
di S.S.R.M.
il Re di Sardegna


(~1772)

(Biblioteca Reale, Torino, Ms mil. 134)
NB L'album è riprodotto nel numero 1/1990 della Rivista Militare Europea

album disegnato da Giovanni Genta

identificato nel seguito con [B]


Le bandiere
della fanteria


Le bandiere colonnelle

Gli album da cui sono ricavate le immagini che seguono sono identificati con le [lettere]
indicate nel paragrafo precedente

reggimento Guardie
[L] [A] [I] [B]
(nei primi tre album, l'aquila è raffigurata su sfondo argento [Sicilia], anzichè su sfondo oro [Savoia antica].
Non conosco l'esatta raffigurazione dell'ultimo album)

[A]
[B]


Si sono conservate due sole bandiere colonnelle di questo periodo

reggimento non identificato
(probabile colonnella modello 1736)
[Armeria Reale, Torino]

reggimento svizzero non identificato
[Museo Nazionale Svizzero, Zurigo]


Le bandiere di ordinanza

Fanteria d'ordinanza nazionale

reggimento Guardie
[L]
in calce al disegno compare la scritta Sta bene salvo che il fondo sarà rosso, ornam.ti come stanno
(potrebbe trattarsi dell'ordinanza degli anni 1734-35)

reggimento Guardie
[A]
(il colore bianco del bordo interno al nastro potrebbe essere un errore)
reggimento Guardie
[B]

reggimento Savoia
[L]
in calce al disegno, la scritta fondo rosso, croce bianca fiamme bleu e bianche
l'arma di Savoya nell'angolo destro

(potrebbe trattarsi dell'ordinanza del 1734)
reggimento Savoia
[A]

reggimento Savoia
[B]

reggimento Monferrato
[L]
in calce al disegno, la scritta
fondo di quattro quadrelli rosso una fiamma che partisca li quadrelli colore bleu
reggimento Monferrato
[A] [I] [B]

reggimento Piemonte
[L]
in calce al disegno, la scritta
sta bene con qualche fiamme

(potrebbe trattarsi dell'ordinanza prima del 1736)
reggimento Piemonte
[A] [B]

reggimento Saluzzo
[L] [A] [B]

reggimento Fucilieri
[L]
in calce al disegno, la scritta
Nel quarto destro l'arma già stampata negli ordini
reggimento Fucilieri
[A]
(arma di Sassonia leggermente imprecisa)

reggimento Fucilieri
[I] [B]
(arma di Sassonia leggermente imprecisa)

reggimento La Marina
[I]
in calce al disegno, la scritta Fondo Rosso fiamme verdi
croce bianca ancora come sta

reggimento La Marina
[A]
reggimento La Marina
[B]

reggimento La Regina
[A]
(nello scudo le grandi armi di Lorena)
reggimento La Regina
[I] [B]
(nello scudo le piccole armi di Lorena)



grandi armi di Lorena

piccole armi di Lorena
(la terza moglie di Carlo Emanuele III è Elisabetta Teresa di Lorena, 1711-1741)


Artiglieria
[disegno del 1739]
Artiglieria
[A] [B]

Fanteria di ordinanza provinciale

Nell'album [L] (Lauro, 1734-1736) le bandiere di ordinanza di otto reggimenti provinciali sono di due modelli:
  1. il modello a (1° e 4° quarto rossi, 2° e 3° azzurri), per i reggimenti Chiablese (vedi sotto a sinistra), Aosta, Torino e Vercelli;
  2. il modello b (1° e 4° quarto azzurri, 2° e 3° rossi) per i reggimenti Tarantasia (vedi sotto a destra), Nizza, Mondovì e Asti.
[L mod a]
[L mod a]



reggimento Chiablese
[A]
reggimento Chiablese
[B]

reggimento Tarantasia
[A]
reggimento Tarantasia
[B]

reggimento Nizza
[A] [B]
reggimento Aosta
[A] [B]

reggimento Torino
[A]
reggimento Torino
[B]

reggimento Vercelli
[A] [B]

reggimento Mondovì
[A]
(lo stemma di Mondovì è impreciso)
reggimento Mondovì
[B]

reggimento Asti
[A] [B]
reggimento Casale
[A] [B]

reggimento Pinerolo
[L]
(l'arma di Pinerolo è inesatta)
in calce al disegno, la scritta
fondo rosso croce bianca senza fiamme arma della Provincia nell'angolo destro
reggimento Pinerolo
[A] [B]
(l'arma di Pinerolo è inesatta)



Per correttezza "araldica", riporto le armi delle provincie e città da cui prendono nome i reggimenti provinciali


Chiablese

Tarantasia

Nizza

Aosta

Torino

Vercelli

Mondovì

Asti

Casale
(in realtà questa è l'arma del Monferrato

Pinerolo



Come si è visto, le bandiere si mantengono sostanzialmente invariate (salvo alcune piccole differenze negli stemmi dei reparti) dal 1734-1736 sino alla fine del regno di Carlo Emanuele III nel 1773. I drappi verranno cambiati solo dal 1774, dopo la salita al trono di Vittorio Amedeo III.

Le bandiere colonelle sono uguali per tutti i reggimenti, inclusi quelli stranieri: fa eccezione la colonnella del reggimento Guardie, ornata con le Grandi Armi del Regno.

Le ordinanze sono rosse con una croce bianca, a cui si aggiungono altri ornamenti, diversi per ogni reggimento. Per alcuni reparti, la bandiera è bordata di un bordo azzurro (Guardie, Monferrato, Piemonte) o rosso (Saluzzo, Fucilieri), contenente un nastro ondeggiante bianco (uno dei motivi caratteristici delle bandiere sabaude).

Un altro caratteristico ornamento sono le fiamme ondeggianti, di vario colore e originanti dalla croce. In genere i colori delle fiamme sono quelli caratteristici del reggimento (bianco e blu, per Savoia; bianco e rosso per Piemonte e Fucilieri).

È interessante notare la comparsa, in alcune bandiere di ordinanza, di un altro motivo che ritornerà in tutte le bandiere di Vittorio Amedeo III: il 1° e 4° quarto araldico dei vessilli sono blu, il 2° e il 3° rossi.


Fanteria di ordinanza straniera

Si già è visto che i reggimenti di fanteria straniera cambiano nome al cambio del comandante.
Per facilitare la lettura, ho identificato le bandiere dello stesso reggimento con un riquadro.

reggimento svizzero Rietmann
[L] [A]
(è probabile che questa fosse anche la bandiera in uso prima del comando di Rietmann)
reggimento svizzero Kalbermatten
[B]

reggimento svizzero Guibert
[L] [A] [I]
reggimento svizzero Fatio
[B]

reggimento svizzero Dupasquier
[L]

reggimento svizzero Kydt
[L]

reggimento svizzero Roguin
[L]
reggimento svizzero Diesbach
[A]

reggimento svizzero Roy
[L]
reggimento svizzero Tscharner
[A]

reggimento svizzero Donatz
[L]

reggimento svizzero Reydt
[A]

reggimento svizzero Salis
[I]
reggimento svizzero Schwartz
[B]

reggimento svizzero Keller
[A]
reggimento svizzero Keller
[I]

reggimento svizzero Meyer
[A]
reggimento svizzero Meyer
[I]

reggimento svizzero Meyer
[B]


reggimento alemanno Schulemburg
{reggimento alemanno Leutten}
reggimento alemanno Zieten
[L] [A] [I] [B]
(in un documento del 1717, il bindello è nero)

reggimento alemanno Rhebinder
[L]

reggimento alemanno Rhebinder
Rhebinder Ancien
[A]
reggimento alemanno Rhebinder
Rhebinder Moderne
[A]

reggimento alemanno Burgsdorff
[I]
{reggimento alemanno Leutrum}
{reggimento alemanno Vanghenheim}

reggimento alemanno Brempt
[B]

reggimento alemanno Baden(-Durlach)
[A]
(in [I] i colori sono invertiti, probabilmente per errore)

reggimento misto Desportes
[L]

reggimento misto Audibert
reggimento misto Montfort
[A] [I]
reggimento misto Sury
[B]
(Sury adotta la bandiera del reggimento svizzero Uttinger, sostituita dal suo nuovo colonnello Fatio)


reggimento italiano Sicilia
[L]
(croce e bindello di color azzurro o verde chiarissimo)
reggimento italiano Sicilia
[A] [I]

reggimento italiano Lombardia
[L] [A] [I]
(in [I] il disegno delle fiamme è errato)

Una breve nota sui reggimenti italiani Corsica e Sardegna. Essendo stati costituiti nell'estate 1744, le loro bandiere non compaiono nell'album [A], che è appunto di quell'anno.

Nell'edizione del 1911 dell'opera di De Sonnaz (vedi bibliografia) viene citato un album di disegni della fanteria sarda, databile 1745, probabilmente disegnato da Ozeletti. De Sonnaz non riporta disegni, ma descrive solamente le bandiere di questo album, sostanzialmente uguali a quelle di [A].

Tra le descrizioni date da De Sonnaz, ci sono anche quelle delle bandiere dei reggimenti Corsica e Sardegna. Se ne può quindi tentare un'ipotetica ricostruzione, senza alcuna certezza di essere nel vero.

reggimento italiano Corsica
[ricostruzione in base a descrizione
di album 1745]
(ogni quarto aveva sette fiamme convergenti verso le braccia della croce, rosse, bianche e azzurre)
reggimento italiano Corsica
[I]
(nel disegno, il 1°, 2° e 3° quarto hanno quattro fiamme bianche, il 3° solo tre. Supponendo che si tratti di un errore del disegnatore, si possono fare due ipotesi: o tutti i quarti hanno quattro fiamme bianche (Ricchiardi), o tutti ne hanno solo tre (Ales). Io propendo per questa seconda ipotesi, più coerente con la descrizione data dell'album 1745: ogni quarto aveva sette fiamme...)

reggimento italiano Sardegna
[ricostruzione in base a descrizione
di album 1745]
(nel primo quartiere sette fiamme convergenti verso le braccia della croce, e cioè due rosa, tre bianche e due azzurre...)
reggimento italiano Sardegna
[I]

reggimento italiano Sardegna
[B]


Bandiere di ordinanza esistenti

reggimento svizzero Dupasquier
[Museo Castello Colombier]
reggimento svizzero Dupasquier
[Musée Vieux Moudon]

reggimento svizzero Kydt
[Museo Storico di Lucerna]
reggimento svizzero Tscharner
[collezione privata
in deposito al Musée des Suisses à l'Étranger, castello di Penthes,
Prégny - Ginevra]

reggimento svizzero Donatz
[Museo Nazionale di Zurigo]

reggimento alemanno Brempt
[Armeria Reale Torino]

reggimento fanteria Piemonte
riproduzione (prob. 1772)
[Armeria Reale Torino]


A puro titolo informativo, riporto alcune considerazioni fatte nel 2005.
Nell'opera Insegne militari preunitarie italiane, pubblicata nel 2001 (e quindi molto prima della scoperta dell'album Lauro), Stefano Ales attribuì la bandiera sotto a sinistra (fotografata a Lugano) a un reparto di fanteria svizzero al servizio sabaudo. In particolare, non essendo ancora note le bandiere dei reggimenti Dupasquier, Kydt e Donatz (illustrate nell'album Lauro), Ales aveva ipotizzato che si potesse trattare del vessillo di uno di questi reggimenti.
Al proposito, nel 2005 il signor Gabriele Foletti di Lugano mi fece osservare che, a prima vista, la Madonna raffigurata avrebbe potuto essere scambiata per quella delle tre Leghe (Lega Grigia - Lega della Casa di Dio - Lega delle Dieci Giurisdizioni) che formavano l'attuale cantone Grigioni, a quel tempo alleato dei confederati.
Supponendo che la Madonna raffigurata fosse effettivamente quella di una lega grigionese e considerando solo i reggimenti fino al 1780, si sarebbe potuto però osservare che:
- Dupasquier era di Neuchâtel e Kydt di Schwyz e quindi l'ipotesi era da scartare;
- Conradin Donatz era grigionese, ma i colori delle armi di famiglia non corrispondevano: anche questa ipotesi era dunque da scartare.
In effetti a posteriori le tesi del signor Foletti sono state confermate.
Il signor Foletti mi fece ancora osservare che nella cattedrale di Lugano è esposta la bandiera sotto a destra. Si tratta della bandiera del corpo dei volontari luganesi, costituito a fine 1700 dai cantoni sovrani nel distretto di Lugano (allora baliaggio), a tutela dell'ordine pubblico e protagonista nel 1798 nel respingere un tentativo di annessione da parte dei cisalpini.
La Madonna raffigurata è quella delle Grazie, patrona del corpo e della città: la bandiera fu donata al corpo dal Cantone di Zurigo, forse proveniente da uno degli ex reggimenti di Zurigo al servizio della Francia.
L'attuale Canton Ticino fino al 1803 era una zona "soggetta" (occupata): quindi ben difficilmente ufficiali ticinesi erano coivolti nelle capitolazioni stipulate dai 13 cantoni e avrebbero avuto la possibilità di portare una bandiera sabauda a Lugano, per non parlare di quelle di altri cantoni.

bandiera dei Volontari Luganesi
[Cattedrale di Lugano]


(pagina seguente) Bandiere di Guardie del Corpo e cavalleria


Inizio
Cenni storici e bandiere da Carlo Emanuele I (1580-1630) a Vittorio Amedeo II (1675-1730)
Cenni storici sull'esercito sabaudo nel XVIII secolo
Le bandiere di Vittorio Amedeo III (1773-1796)
Le uniformi da Vittorio Amedeo II a Carlo Emanuele III
Le uniformi di Vittorio Amedeo III
Cenni sull'Armata Sarda e bandiere da Carlo Emanuele IV (1796-1802) a Carlo Alberto (1831-1849)
Le uniformi da Carlo Emanuele IV a Carlo Alberto
Elenco dei reggimenti nazionali fino al 1849
Breve storia delle truppe svizzere al servizio sabaudo
Elenco dei reggimenti alemanni, francesi, misti e religionari al servizio sabaudo


Ultimo aggiornamento 14 Febbraio 2017
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