Le uniformi |
Le uniformi |
| Le uniformi della fanteria |
| Prima di descrivere brevemente le uniformi del periodo, si riassumono i colori distintivi degli elementi dell'uniforme identificativi delle varie brigate. |
| Brigate (1831-1838) |
| brigata | filetti tasche e abbottonatura |
colletto | paramani | fodera e risvolti | cravatta | bottoni | spalline cp fucilieri |
| Guardie | ![]() |
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| Savoia | ![]() |
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| Piemonte | ![]() |
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| Aosta | ![]() |
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| Cuneo | ![]() |
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| La Regina | ![]() |
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| Casale | ![]() |
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| Pinerolo | ![]() |
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| Savona | ![]() |
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| Acqui | ![]() |
| Brigate (1838-1842) |
| brigata | filetti tasche e abbottonatura |
colletto | paramani | fodera e risvolti | cravatta | bottoni |
| Guardie | ![]() |
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| Savoia | ![]() |
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| Piemonte | ![]() |
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| Aosta | ![]() |
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| Cuneo | ![]() |
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| La Regina | ![]() |
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| Casale | ![]() |
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| Pinerolo | ![]() |
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| Savona | ![]() |
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| Acqui | ![]() |
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| Fanteria di linea |
| Sotto Carlo Alberto sono per la prima volta emanate norme precise sia sui diversi tipi di tenute, sia su come indossare l'uniforme. Vi sono due monture, ossia tenute principali, quella estiva e quella invernale. Ognuna delle due monture comprende: - la tenuta da fatica (per il servizio interno di caserma) Nella tabella che segue sono indicati i capi di vestiario da portare con le quattro tenute. |
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| L'abito è in panno turchino scuro, con colletto chiuso da tre ganci metallici, paramani sovrapposti alle maniche, che sono fermate con tre bottoni cuciti sopra il paramano. I risvolti sono completamente cuciti e hanno un bottone dove si uniscono. I bottoni (petto, taglia, tasche, risvolti, maniche e spalline) sono piatti e ornati da un bordo in rilievo, con due bacchette concentriche: al centro compare il numero 1 o 2, a indicare il reggimento della brigata. Con il nuovo ordinamento della fanteria nel 1839 si adotta un nuovo tipo di bottone, su cui è impresso il numero progressivo del reggimento. |
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| Le varie compagnie sono identificate sia da particolari fregi in panno turchino, cuciti sui rivolti (una mandorla detta amandolina per i fucilieri, una granata per i granatieri, una cornetta per i cacciatori), sia dalla diversa foggia delle spalline. I fucilieri le hanno di panno colorato, cucito sulle spalle, fermate con un bottone alla base del colletto. Quelle di granatieri e cacciatori sono di panno turchino, filettate rispettivamente di scarlatto e di verde scuro, e cucite a cuscinetti di lana imbottiti di cotone, dello stesso colore (spalline all'inglese). |
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| fuciliere (brigata Casale) | granatiere | cacciatore |
| Il cappotto è a due petti, con file di sette bottoni: bottoni e colletto sono uguali a quelli dell'abito (in totale i bottoni sono 20 grandi e 2 piccoli). Inizialmente il colore è grigio medio (lana bianca tessuta con lana nera), ma, visti i cattivi risultati, nel 1840 si adotta un panno composto da lana bianca e lana color indaco, ottenendo un grigio azzurro abbastanza carico. I reparti sono riconoscibili da mostrine di panno cucite lungo il bordo anteriore del colletto. Granate e cornette di panno sono aggiunte sulle mostrine di granatieri e cacciatori. Con le variazioni dei colori dell'abito del 1838, cambiano anche i colori delle mostrine del colletto e sono soppresse le filettature; poco dopo però viene ripristinata una filettatura lungo gli orli anteriore e superiore del colletto. Il colletto per i furieri maggiori, i furieri e i sergenti continua a essere turchino. |
| Mostrine cappotto ante 1839 |
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| Mostrine cappotto dal 1840 |
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| La giubba, ripristinata nel 1832, è usata solo da soldati, caporali, caporali furieri e caporali maggiori. Ha la forma di un abito a cui siano state tagliate le falde; è di colore turchino, con i colletti e paramani dello stesso colore. Sul colletto è cucita la mostrina dei cappotti, senza filettatura, con i fregi delle diverse compagnie. Le spalline sono del colore dei risvolti dell'abito. Nel 1839 i colori delle mostrine seguono le modifiche di quelle dei cappotti. Nel 1842 la giubba viene abolita. |
| I pantaloni estivi sono di cotone di bassa qualità di color biancastro; quelli invernali sono di panno grigio ferro, fino al 1834 filettati del colore del colletto dell'abito (tranne per le brigate Savoia e Pinerolo, il cui filetto è scarlatto). Dal 1834 la filettatura è turchina. |
| Lo shakot, approvato nel 1830, ha un fusto in cuoio, rivestito di feltro nero, la cui base è rinforzata da un bordo di cuoio alto due centimetri. L'imperiale è di grandi dimensioni e confezionato con lo stesso materiale. La visiera è esternamente annerita e internamente verniciata di varie tonalità di verde. Anteriormente è cucita una coccarda turchina, sulla quale compaiono i vari fregi in ottone distintivi dei reparti: lo stato maggiore e i fucilieri hanno un cappio rettangolare con in fondo un bottone, i granatieri e i cacciatori le consuete granata e cornetta. Un altro elemento identificativo delle compagnie sono le nappine semicircolari. Un primo sistema di colori, scarsamente funzionante, viene sostituito nel 1833 da una nuova combinazione. |
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| I due battaglioni di deposito hanno la nappina turchina. |
| Con la ristrutturazione dei reparti del 1839, le nappine dei primi reggimenti di ogni brigata passano ai reggimenti con numero dispari, quelle dei secondi reggimenti ai reggimenti con numero pari. Sui bottoni dei cappi, sulle granate e sulle cornette compare il numero progressivo dei reparti. |
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| 13° Pinerolo | 1° Savoia | 5° Aosta | 11° Casale |
| 18° Acqui | 8° Cuneo | 10° La Regina | 4° Piemonte |
| Nel 1842 è introdotto un nuovo modello di shakot formato con gli stessi materiali del precedente. è di forma tronco-conica, alto 18 cm davanti e 20 cm dietro. Due mascheroni in ottone a forma di muso di leone sono disposti lateralmente e un terzo è sotto il bordo superiore nel retro del copricapo: ai ganci di cui tutti i mascheroni sono muniti è fissata una catenella d'ottone. Ai fregi è saldato un cappio scanalato che ferma la coccarda, posta ora sotto l'orlo superiore dello shakot. Stato maggiore e fucilieri portano uno scudo sormontati da corona e con orlo rilevato, i granatieri la granata e i cacciatori una cornetta coronata. Al centro dei fregi compare il numero del reggimento; le nappine non cambiano. |
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| modello 1830 (collezione privata, Torino) |
modello 1842 (museo di artiglieria, Torino) |
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| fregi per | ||
| stato maggiore e fucilieri | granatieri | cacciatori |
| Il berretto, derivato da quello usato dai francesi in Africa, è di panno turchino, alto 13,5 centimetri, con la cima più stretta di circa 5 centimetri rispetto alla base. Due bottoni del tipo dell'uniforme fissano alle estremità un sottile sottogola di pelle. Come di consueto, i reggimenti sono distinti da una fascia di panno colorata alla base del copricapo, alta 5 centimetri. Sulla parte anteriore della fascia è posto il fregio identificativo delle varie compagnie: è in latta e del medesimo colore dei bottoni dell'uniforme. Tra un ramo di alloro e uno di quercia, lo stato maggiore e i fucilieri hanno le cifre del re, coronate, i granatieri la granata e i cacciatori la cornetta coronata. |
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| Savoia | Piemonte | Aosta |
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| Cuneo | La Regina | Casale |
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| Pinerolo | Savona | Acqui |
| Le modifiche dei colori apportate nel 1838 interessano anche i colori delle fasce, con l'eccezione delle brigate Savoia e Pinerolo, che li mantengono invariati. |
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| fuciliere in gran tenuta invernale 1° reggimento brigata Pinerolo (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
cacciatore in gran tenuta estiva 1° reggimento brigata Piemonte (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
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| cacciatore in tenuta giornaliera invernale brigata Acqui (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
granatiere in tenuta di marcia invernale 7° reggimento brigata Cuneo (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
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| fucilieri, granatieri e carabinieri brigate Acqui, Savona, Pinerolo, Casale, Regina, Cuneo, Aosta (rielaborazione di un disegno di Quinto Cenni) |
| La brigata Guardie |
| In quanto Corpi scelti, i due reggimenti della brigata Guardie mantengono alcuni elementi distintivi rispetto alla fanteria di linea, anche se molto semplificati rispetto a quelli in uso in precedenza. L'abito dei granatieri, simile a quello della fanteria, ha due petti con file di nove bottoni ciascuna. Colletto, paramani, fodera, risvolti, filettature al petto, alla vita, alle spalline e ai passanti sono scarlatti; stesso colore per le spalline all'inglese adottate da tutte le compagnie. Sul colletto e sui paramani compare un alamaro rettangolare, in gallone di lana bianca per granatieri e graduati, d'argento per i sottufficiali. I risvolti sono ornati di granate in filo bianco, i bottoni sono lisci. L'abito dei cacciatori ha falde molto corte, completamente unite e tagliate ad arco all'esterno; i due risvolti, uno per parte, sono ornati da una cornetta con le cifre del Re al centro, in filo bianco. Le tasche hanno forma di 8, con filetti scarlatti e tre bottoni, simili a quelli della fanteria con una cornetta al centro. L'abito è inoltre distinto dall'alamaro a punta ai paramani, dalle filattature verdi alle spalline e ai relativi passanti e dalle spalline all'inglese, sempre verdi. Le compagnie carabinieri hanno filettature e spalline all'inglese di colore scarlatto. |
| Anche i copricapi sono leggermente diversi da quelli della fanteria. Gli shakot si distinguono sia per i fregi (una granata con le armi del Re al centro, per i granatieri, una cornetta con granata e le armi di Sardegna, per i cacciatori), sia per un gallone di filo bianco cucito lungo l'orlo superiore. Oltre al gallone, i cacciatori portano un gallone a forma di scaglione rovesciato (chevron), posto tra il gallone superiore e la bordatura al fondo del tubo dello shakot. |
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| fregi per granatieri e cacciatori |
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| Shakot modello 1830 per truppa e caporali, reggimento granatieri guardie (museo di artiglieria, Torino) |
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| Shakot modello 1830 per truppa e caporali, reggimento cacciatori guardie (museo di artiglieria, Torino) |
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| (sopra) reggimento granatieri |
| Stato Maggiore | compagnie scelte | compagnie granatieri |
| (sotto) reggimento cacciatori |
| Stato Maggiore | compagnie carabinieri | compagnie cacciatori |
| Si ricorda che, dalla sua costituzione fino al 1834, il reggimento Granatieri Guardie comprende una compagnia scelta per ognuno dei quattro battaglioni, mentre il reggimento Cacciatori Guardie una compagnia carabinieri per battaglione; nel 1834 le compagnie scelte e carabinieri sono sciolte. |
| Il berrettone di pelo d'orso, inizialmente riservato alle sole compagnie scelte del reggimento granatieri, è poi dato in dotazione a tutte le compagnie. Davanti è alto 31 cm e dietro 22 cm, è ornato di granata e di un imperiale ovale di panno scarlatto, con una croce in gallone di filo bianca. Con disposizioni del 1839, il copricapo è riservato ai sottufficiali e ai soldati dello Stato Maggiore e delle compagnie, con alcune eccezioni; in tempo di guerra i berrettoni sono assegnati al solo 1° battaglione. Nel 1842 al copricapo sono apportate alcune lievi modifiche. Cordoni, fiocchi e nappe, inizialmente tutti di colore scarlatto, nel 1834 sono conservati solo per soldati, caporali, caporali furieri e caporali maggiori; per i sottufficiali gli ornamenti diventano d'argento seminato di macchiette di lana scarlatta, con i fiocchi di colore scarlatto e due giri sovrapposti di filato d'argento. |
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| Le compagnie carabinieri del reggimento cacciatori continuano a usare fino al 1834 la coperta pellicciata adottata nel 1816: è costituita da una fodera di pelle rivestita di pelo d'orso nero con imperiale in cuoio e cordoni con nappe e fiocchi di cotone bianco. Nel 1842 il nuovo modello di shakot è adottato anche dalla brigata Guardie: sono conservati tutti gli ornamenti del modello precedente, con l'eccezione dello chevron dei cacciatori, che viene soppresso. Il resto del corredo dei due reggimenti è uguale a quello dei reparti di fanteria, tranne
- i colletti dei cappotti e delle giubbe, che non hanno mostrine, ma un alamaro simile a quello dell'abito; |
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| granatiere gran tenuta invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
granatiere tenuta di servizio invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
carabiniere gran tenuta invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
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| reggimento Cacciatori compagnie ordinarie |
reggimento Cacciatori compagnie carabinieri |
reggimento Granatieri compagnie scelte |
reggimento Granatieri compagnie ordinarie |
| Musiche e teste di colonna |
| Il regolamento emanato da Carlo Alberto disciplina anche le tenute dei corpi musicali, che si possono distinguere in musicanti delle bande propriamente dette e nelle teste di colonna, cioè tamburi maggiori, tamburini, trombettieri e caporali trombettieri. I musicanti hanno abito simile a quello degli ufficiali, con colletto, risvolti, paramani, fodera, spalline e bottoni del colore del proprio reggimento. L'uniforme è arricchita (1) da un gallone lungo le tasche, il bordo anteriore e superiore del colletto e quello superiore ed esterno del paramano, (2) da nove alamari detti brandeburghi disposti in corrispondenza dei bottoni sul petto, (3) da tamburine in panno, del colore del colletto, bordate con un gallone e attraversate da tre altri galloni simili, cucite all'attaccatura delle maniche, (4) da cetre ricamate in lana banca cucite ai risvolti dell'abito. La piccola tenuta prevede un abito simile al precedente, ma senza tamburine e con il solo gallone al colletto, ai paramani e alle tasche. Il cappotto, diverso da quello della truppa, è chiuso da due file divergenti di undici bottoni, con colletto e paramani simili a quelli dell'abito. I pantaloni sono simili a quelli dei fanti. Lo shakot si distingue per un fregio in ottone (una cetra circondata da alloro, quercia e strumenti musicali), una nappina del colore dello Stato Maggiore reggimentale (che nella grande tenuta è sormontata da un piumetto di piume corte e semicadenti), un doppio gallone cucito lungo il bordo superiore. Dal 1839 il capo banda porta i distintivi dei sergenti. Nel 1842 i musicanti adottano il nuovo modello di shakot, con gli stessi ornamenti del precedente, salvo il fregio. I musicanti delle Guardie aggiungono ai distintivi precedenti gli ornamenti caratteristici del reggimento: spalline e passanti di panno turchino chiaro, alamari al colletto e ai paramani, piumetti scarlatti e vedi allo shakot. Infine nel 1841 il gallone di colletto e paramani viene ridotto in larghezza. |
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| capo musica brigata Casale gran tenuta invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) | musicante 1° reggimento brigata Regina piccola tenuta estiva (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
suonatore di grancassa 1° reggimento brigata Cuneo gran tenuta invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
| Per quanto riguarda le teste di colonna, con la gran tenuta i tamburi maggiori hanno l'abito simile a quello dei musicanti, ma di color turchino, le distinzioni da sergente e le maniche ricoperte di galloni a forma di V rovesciata; l'abito della piccola tenuta è lo stesso, ma solo con i galloni al colletto, ai paramani e alle tasche. Portano inoltre un cappello di feltro nero, con le ali ornate da un gallone di seta e da nappine turchine (miste a filo oro o argento secondo il colore dei bottoni) e sul davanti un cappio di gallone, con bottone al fondo, coccarda turchina e fettucce di gallone cucite in verticale. Un piumetto di penne corte, bianco con la sommità scarlatta completa il copricapo. Con la piccola tenuta è indossato lo shakot con i distintivi dello stato maggiore del reggimento e quelli da sergente. L'uniforme è completata da una bandoliera in velluto azzurro, ornata di galloni doppi, con le due estremità arrotondate, munite di cordoni per consentire di annodarla al fianco sinistro: al centro una placca di metallo del colore dei bottoni, con le piccole Armi del Regno coronate e poste su un manto di ermellino; alla placca sono fissate due bacchettine d'ebano, mentre sullo scudo sono incisi il nome della brigata e il numero del reggimento. Il resto del corredo è quello dei sergenti. Il vestito dei caporali tamburini è simile a quello del tamburo maggiore, ma senza gli alamari al petto; lo shakot è quello dello stato maggiore reggimentale, con nappa e piumetto da musicante. Il caporale trombettiere (che comanda i trombettieri delle compagnie) indossa i distintivi delle compagnie cacciatori, con una nappa verde allo shakot. Tamburini e trombettieri hanno l'uniforme delle loro compagnie, con tamburine e gallonature al colletto, ai paramani e alle maniche. I galloni sono sempre bianchi o gialli, secondo i bottoni dell'uniforme. Fanno però eccezione le gallonature dei colletti, dei paramani e delle tamburine delle brigate Regina e Savona che sono scarlatte. Per tamburi maggiori e capo banda i galloni sono in oro o argento; per le brigate Regina e Savona i galloni al colletto, ai paramani e alle tamburine sono d'oro. |
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| tamburo maggiore 2° reggimento brigata Casale piccola tenuta estiva (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
tamburino dei granatieri 2° reggimento brigata Piemonte gran tenuta invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
trombettiere dei cacciatori 1° reggimento brigata Aosta tenuta di marcia estiva (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
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| brigata Savoia (da sinistra a destra) sottufficiale dei granatieri, tamburo maggiore, sottufficiale dei fucilieri, sottufficiale dei cacciatori, musicante, caporale anziano, zappatore, tamburino |
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| (da sinistra a destra) tamburo maggiore in piccola tenuta, brigata Regina tamburo maggiore in gran tenuta, brigata Regina tamburo maggiore in gran tenuta, brigata Aosta musicante, brigata Aosta |
(da sinistra a destra) tamburino, brigata Regina tamburino, brigata Aosta musicante in cappotto musicante, brigata Aosta |
| Nella brigata Guardie le teste di colonna mantengono i loro distintivi più quelli della loro carica: caratteristiche del tamburo maggiore sono la bandoliera scarlatta e la granata d'ottone al cappio del cappello. |
brigata Acqui gran tenuta invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
reggimento granatieri brigata Guardie gran tenuta invernale (rielaborazione di un disegno di Massimo Brandani) |
| Fanteria leggera (bersaglieri) |
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Lavori in corso |
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Ultimo aggiornamento 17 Febbraio 2017
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